
Chiusa la partita con la politica, inizia quella con i consiglieri. Christian Scorsi annuncia quella che sarà la linea che seguirà il sindaco Leonardo Michelini in vista dell’annunciato rimpasto, che non avverrà sicuramente prima di domani, quando in Consiglio comunale arriverà il Bilancio Consuntivo del 2014. Una partita che dopo l’astensione di uno dei dissidenti in Commissione (Moltoni) mette in ansia la maggioranza della maggioranza
Andando con ordine. Tra sabato e ieri mattina il sindaco Leonardo Michelini ha incontrato prima i rappresentanti delle liste civiche riunite e poi la delegazione dell’Unione comunale del Pd. Scorsi ha poi commentato dicendo che quella era la fase politica, ora sta ai gruppi consigliari. Qualcosa però non torna: innanzitutto le civiche riunite non sono un partito politico e all’incontro hanno partecipato solo i rappresentanti delle stesse in Consiglio e quindi è come se fossero già stati incontrati i loro sei gruppi. Nella delegazione Pd composta da 5 delegati, poi, era stato inserito (senza essere consultato) il capogruppo del Pd in rappresentanza del Consiglio e della minoranza interna all’Unione (maggioranza nel gruppo consigliare) Francesco Serra.
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“Il sindaco ascolterà tutti – rassicura Christian Scorsi – e sono sicuro che in vista del consuntivo andrà tutto bene, anche perché si vota per certificare quanto fatto e non per programmare. Sarebbe un peccato mandare tutto a monte proprio ora che abbiamo tutta la filiera del potere è governata dal centrosinistra”. Insomma siccome Governo naizonale, Regione, Provincia e Comune sono della stessa parte politica, serve più responsabilità “per non perdere l’occasione di un momento storico che non è sicuro che si possa ripetere facilmente”. Quanto ai pessimi rapporti tra il coordinatore dell’Unione Comunale Stefano Calcagnini e il capogruppo Francesco Serra, poi, Scorsi auspica “un momento chiarificatore”.
Intanto domani è in programma il voto del Bilancio e allora le parole di distensione, dopo che alcuni consiglieri avevano lamentato privatamente la non volontà di Michelini di incontrare i dissidenti democratici (che in realtà sono maggioranza nel gruppo) e dato il quadro di riferimento, assomiglia molto ad un mettere le mani avanti per prevenire “scherzetti” in Consiglio.
Per la cronaca la delegazione Pd ha presentato a Michelini il documento che aveva approvato recentemente chiedendo massimo sette assessori, quattro targati Pd e no agli esterni.


















