

Ieri la città di Viterbo si è svegliata con il piede sbagliato. Un’inchiesta sul sistema di gestione dei rifiuti ha di fatto scoperchiato un vaso di Pandora. Sotto la lente il rapporto tra Comune di Viterbo e la società incaricata, da un contratto quinquennale firmato nel 2011, del servizio Viterbo Ambiente.
Il tema dei rifiuti è sicuramente stato, per mesi, uno dei più caldi dell’agenda cittadina. L’apice si era toccato lo scorso novembre, quando l’ex assessore ai rifiuti Raffaella Saraconi era arrivata a parlare di rescissione del contratto per gravi inadempienze. Subito dopo il rimpasto e il passaggio della delega al nono assessore, chiamato in causa proprio per mettere una pezza alla complicata situazione. Quel nono assessore era Andrea Vannini.
A essere rescisso quindi, per ferrea decisione del sindaco Leonardo Michelini, fu praticamente l’incarico della Saraconi. Da quel momento in poi non è cambiato molto nella gestione del servizio rifiuti ma sicuramente è cambiato il modo in cui si è continuato a parlare del servizio rifiuti e pulizia della città.
Di colpo sono sparite le ondate di polemiche. Questo sicuramente per meriti diplomatici dell’assessore Vannini più che per un cambio sostanziale del comportamento di Viterbo Ambiente. Perfino un movimento critico come Viterbo Civica si è di fatto ammorbidito con l’arrivo del nuovo assessore.
Alla luce di quanto accaduto ieri e delle notizie che stanno emergendo può essere interessante rileggere quanto dichiarato, in consiglio comunale, ai primi di dicembre 2014 dal consigliere d’opposizione Gian Maria Santucci.
Le dichiarazioni di Santucci
“È un caso?” Gianmaria Santucci di Fondazione in Consiglio comunale lancia la sua analisi su quanto successo in questo ultimo mese di crisi di maggioranza. Una crisi pilotata dal sindaco Michelini, di fatto.
“L’assessore Raffaella Saraconi è stata rimossa dopo che aveva parlato della rescissione del contratto con Viterbo Ambiente. Dopo che Maurizio Tofani ha mostrato insofferenza con l’amministrazione, è partita la procedura per l’incompatibilità da consigliere. È difficile non vedere un collegamento tra queste cose”.
L’analisi col senno di poi
Quanto emerso con l’inchiesta ‘Vento di Maestrale’ (leggi) riabilita di fatto il lavoro d’assessore al servizio dell’assessore Raffaella Saraconi. La stessa infatti aveva manifestato nell’autunno 2014 una certa insofferenza verso la condotta di Viterbo Ambiente, soprattutto per il non rispetto di tutti i punti contenuti nel contratto tra la società e il Comune di Viterbo. L’amministrazione comunale scelse all’epoca di percorrere un’altra strada, ma alla luce di quanto emerso oggi non fu una grande mossa. A questo punto c’è da chiedersi come intenderà procedere il Comune di Viterbo, chi effettuerà il servizio? Da quanto emerso alla conferenza stampa di ieri (leggi) dovrebbe continuare Viterbo Ambiente, perché l’amministrazione intende assumere un atteggiamento garantista. Ma è una soluzione opportuna? E’ lo stesso metro utilizzato nel caso Esattorie spa? Se non lo è perché questa scelta?

















