
Un ‘Vento di maestrale’ ha preso a soffiare sul Comune di Viterbo, al centro la questione rifiuti. L’ipotesi è pesante, si parla di una truffa da un milione e 200mila euro.
Cifra pagata da Palazzo dei Priori per dei servizi non svolti, o quantomeno non realizzati in punta di contratto dalla società affidataria del Viterbo Ambiente.
Poi c’è la questione dell’impianto di Casale Bussi, posto sotto sequestro questa mattina. Due filoni per un’indagine complessa e destinata a fare parecchio rumore, anche sul piano politico.
Terremoto a Palazzo dei Priori
Il dato più rilevante sono gli arresti domiciliari per il dirigente comunale Ernesto Dello Vicario, un cardine della macchina amministrativa viterbese. In tutto sono nove le persone finite ai domiciliari. I reati contestati sono truffa, frode in pubblica fornitura, falso materiale, falso ideologico, abuso d’ufficio nella gestione dei rifiuti nell’ambito della Provincia di Viterbo e nella raccolta e igiene urbana di Viterbo.
L’operazione è stata coordinata dal pubblico ministero Massimiliano Siddi e dagli uomini del Noe, guidati dal maggiore Pietro Rajola Pescarini e dal colonnello Sergio De Caprio (il noto capitano Ultimo). Ha interessato le province di Viterbo, Roma, Latina e Terni e coinvolto circa 100 uomini delle forze dell’ordine.
Sotto la lente il contratto tra Comune di Viterbo e Viterbo Ambiente
Sotto la lente degli inquirenti il contratto tra Comune di Viterbo e Viterbo Ambiente, che secondo quanto accertato dalle indagini prevede servizi non effettuati ma comunque pagati in questi anni. In particolar modo sotto inchiesta è finito il servizio di spazzamento delle strade. Dovrebbe essere effettuato in maniera meccanica ma non si è mai andati oltre alle ramazze. Disattivati anche i sistemi gps per non rendere evidente l’immobilità delle spazzatrici. In questo filone sono finiti agli arresti Noto La Diega, presidente cda Viterbo Ambiente, il dirigente comunale Dello Vicario, accusato di aver favorito l’azienda evitandole di subire sanzioni per il mancato rispetto del contratto, il responsabile tecnico Viterbo Ambiente Francesco Bonfiglio, Maurizio Tonnetti e Fulvio Santini.
L’accusa verso Ecologia Viterbo
L’accusa rivolta verso gli uomini della società Ecologia Viterbo è di aver gestito in maniera fraudolenta l’impianto di Casale Bussi. Qui sarebbero state incassate delle cifre per la produzione di combustibile e compost mai realizzati.
Le indagini avrebbero appurato che fino al 2012 l’impianto non ha prodotto nulla, iniziando successivamente con produzioni minime o sbagliate. Ai domiciliari Francesco Zadotti, responsabile e gestore dell’impianto, Massimiliano Sacchetti, direttore tecnico della discarica, Daniele Narcisi, responsabile dell’impianto, e Massimo Rizzo, responsabile della pesa.


















