"Piazza Campoboio monumento a memoria dell'orrore della guerra". Appello da Marte
Foto marziano
Gli Stati Generali La Fune
Non distruggete la Memoria. Fate un passo indietro, oppure, modificate i progetti in modo da preservarla. In questi giorni, coraggiosamente, Alberto Angela ha diffuso un documentario sulla distruzione di Hiroshima e Nagakasaki. Il ricordo di quell’orrore funge ancora da monito oggi. Ed è la memoria che ancora può salvarci.

LETTERE DA MARTE – Cara redazione, riprendo la lettera che ho inviato da Marte la settimana scorsa riguardo a Campoboio (leggi qui). Ho ricevuto molte reazioni in questi giorni e ho deciso di fare un appello.

Un appello? A chi? mi chiederete. Al proprietario dell’immobile diroccato, che grazie a un progetto approvato potrebbe demolirlo e costruire un palazzo di almeno tre piani. Ma non solo a lui. Mi rivolgo anche al Consorzio Biblioteche che ha un progetto (addirittura di Renzo Piano) per rimettere a nuovo la Biblioteca e la piazza Campoboio, da cui si accede direttamente al Palazzo degli Ardenti da secoli.

Non distruggete la Memoria. Fate un passo indietro, oppure, modificate i progetti in modo da preservarla. In questi giorni, coraggiosamente, Alberto Angela ha diffuso un documentario sulla distruzione di Hiroshima e Nagakasaki. Il ricordo di quell’orrore funge ancora da monito oggi. Ed è la memoria che ancora può salvarci.

Specie in questo momento in cui si sta giocando a fare la guerra, a riarmarsi, anche con armi nucleari. L’Europa è rinata da quell’orrore di 80 anni fa. Vi prego, aiutateci a mantenerla viva.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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