


















VITERBO (Foto Maurizio Di Giovancarlo) – Viterbo abbraccia l’Unitus. La foto di un momento che entra nella storia della città ha come sfondo Palazzo Papale. ‘Non sarai mai sola’, l’hanno chiamato così questo abbraccio. Perché quando stringi qualcuno, per davvero, ci sta che ti viene di dirgli anche quello che pensi. E in questo pensiero, che viene dai ristoratori di Tuscia, c’è la consapevolezza, finalmente matura, di quanto questa università ha fatto e farà per la crescita e lo sviluppo del territorio.
Hanno aderito le associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confartigianato, Cna, Confesercenti, Confcommercio, Slow Food. Adesione anche da Camera di Commercio. Presenti diversi sindaci del Viterbese, a partire dalla sindaca di Viterbo Chiara Frontini. Tante le cariche politiche del territorio che non hanno fatto mancare la propria presenza. Naturalmente presente l’Università, con il rettore Stefano Ubertini, e tanti docenti.
Apre il momento Paolo Bianchini: “Chi lavora nel mondo dell’enogastronomia sa quanto le nostre attività devono in termini di conoscenza e sapienza all’Università della Tuscia. Agraria, a 46 anni dalla Fondazione, ha dato il via alla nostra Università. Ci ha dato agronomi, enologi, imprenditori agricoli con una formazione importante diventata oggi patrimonio di tutti. Il cuore di Viterbo batta vicino al cuore di una facoltà che è viva e che risorgerà più forte di prima”.
Gli applausi sono tutti per il Magnifico Rettore Stefano Ubertini: “Abbiamo perduto un edificio che porta con sé tante storie, ricerche, collezioni. Abbiamo perso cose ma la cosa più importante è che non c’è stato problema alle persone. Tanta la solidarietà che è arrivata, tutta la politica ci è vicina. Ci aiuteranno a costruire più di prima. E’ andato perduto un edificio ma l’Università è più forte che mai. Ci siamo riorganizzati e siamo ripartiti con le lezioni, con gli esami. Presto avremo più di quello che abbiamo perduto. Grazie a tutti ed evviva l’Università della Tuscia”.
Poi l’intervento del professor Simone Severini: “Immaginate un collega che ha perso il suo laboratorio, con dentro materiale genetico irriproducibile. Questo è traumatico, più di perdere le apparecchiature. Questo è scioccante soprattutto per i giovani ricercatori. Voglio però parlare dei nostri studenti, che venendo qui incontrano un territorio meraviglioso. Mi rivolgo agli Erasmus in particolare invitandoli a dare un messaggio di tranquillità e speranza anche alle loro famiglie”.
Quindi è intervenuto il professor Maurizio Petruccioli: “Momento particolare. Questa situazione ci ha provato molto, ma ci siamo subito rimboccati le maniche e stiamo lavorando per ripartire da adesso. Nostro obiettivo è fare in modo che i nostri studenti possano completare gli studi senza alcun problema. L’Ateneo è vivo e attrattivo e dobbiamo guardare ai futuri studenti. Rimane inalterata la nostra capacità di formazione. La ricerca chiaramente ha subito un danno ma stiamo lavorando per rimettere in piedi tutto e non bloccare le ricerche”.
Ha chiuso il prorettore Alvaro Marucci: “Siamo un ateneo con una struttura diffusa, questo ci aiuta. Stiamo lavorando per migliorare quello che abbiamo perso e renderemo più forte la nostra Università”.
Ora parola alle donazioni (leggi qui come fare). L’Università della Tuscia c’è, il territorio pure. Insieme continueranno a crescere.




































