Luci a San Pellegrino. Rossi e Ciambella attaccano, Vannini risponde: "leggetevi la normativa"
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Casus belli domenicale è la nuova illuminazione pubblica di San Pellegrino che ha fatto storcere il naso a molti cittadini. Rossi attacca la scelta, Ciambella gli dà ragione e Vannini riporta tutti sul pianeta terra

Filippo Rossi si schifa delle nuovi luci, Luisa Ciambella attacca la vecchia amministrazione e Andrea Vannini li riporta all’ordine: “vi pregherei, inclusi consiglieri ed assessori, di leggervi la normativa nazionale”. La bacheca Facebook di Filippo Rossi è la cartina di tornasole di una maggioranza sgangherata. Casus belli domenicale è la nuova illuminazione pubblica di San Pellegrino che ha fatto storcere il naso a molti cittadini (leggi qui). Rossi, come tanti, ha con il suo stile criticato la nuova illuminazione, con un post condiviso tra gli altri anche dal suo movimento Viva Viterbo.  “Le nuove luci di San Pellegrino – scrive – sono orrende e inaccettabili. Indegne di un centro storico medievale.Non mi frega nulla sapere di chi è la responsabilità di un progetto del genere, so solo che il Comune deve cambiarle il prima possibile”.

A dargli ragione è il vicesindaco di Viterbo Luisa Ciambella che prontamente promette di mettere mano all’illuminazione e indica, senza nominarlo, il colpevole di tale disastro, ovvero la vecchia amministrazione: “metteremo un’altra pezza all’ennesimo casino ereditato e immeritato!”. Il bando per la pubblica illuminazione fu infatti scritto ed assegnato dalla vecchia giunta Marini.

Fin qui tutti di un sentimento fino al momento dell’intervento dell’assessore con la delega alla pubblica illuminazione Andrea Vannini: “vi pregherei, inclusi consiglieri ed assessori, di leggervi la normativa nazionale sull’illuminazione pubblica e arriverete alla conclusione che quanto e’ stato fatto risponde alla normativa vigente per quanto riguarda risparmio energetico e linee guida sull’inquinamento luminoso. Detto ciò concordo con chi afferma che la luce bianca a led rende giustizia alle linee architettoniche. Rimango sorpreso dai commenti di consiglieri e assessori su tempi, modi e luoghi con cui manifestano la sorpresa. Sanno che possono contattarmi in qualsiasi momento”.

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Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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