VITERBO – Linee programmatiche per il prossimo quinquennio approvate in sala d’Ercole con 20 voti a favore e 11 no targati opposizione. Il sindaco Frontini e la sua maggioranza hanno presentato il documento che riassume il progetto di città che hanno in mente (di cui parleremo in un apposito articolo che stiamo realizzando ndr).
“Un documento di visione politica che racchiude l’approccio e le principali strategie per la Viterbo dei prossimi cinque, magari dieci, anni. Un documento arrivato in Consiglio mai così presto: Michelini le approvò il 10 ottobre, Arena addirittura il 30 ottobre. E come al solito qualcuno non ci vuole stare: fatevene una ragione e, soprattutto, fateci lavorare in pace, senza titoloni di sbandate, guerre, insurrezioni. C’è un limite oltre il quale la strumentalità e la faziosità diventano ridicole.
Avevamo già redatto un programma di governo chiaro e condiviso: perciò, grazie al solito, proficuo, lavoro di squadra oggi, in netto anticipo sui tempi, le presentiamo alla città”. Queste le parole del sindaco Frontini.
In sala d’Ercole non sono mancati gli scontri e le stilettate da parte dell’opposizione. Per Alvaro Ricci (Pd) il documento presentato “non è neanche un libro dei sogni ma un fiume di parole. Parole che non dicono niente e sono solo principi su cui è difficile non essere d’accordo”. Claudio Ubertini (Lega) pungola su Strada Acquabianca: “In campagna elettorale c’era un candidato a sostegno del sindaco che faceva intendere che le precedenti amministrazioni non avessero fatto niente per risolvere la frana ma non vedo nulla neanche in questo piano. La realtà è che non è una competenza di Palazzo dei Priori ma all’epoca vi ha fatto comodo farci credere i cittadini”.
Alessandra Troncarelli (Pd) ha puntato il dito sull’organizzazione del piano amministrativo: “Vedo uffici nascere come funghi ma poi serve il personale per farli funzionare”.