L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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ALFABETO - Una settimana raccontata in dieci lettere. Dalla "C" di Coronavirus alla A di "Accademia degli Ardenti", passando per molto altro.

A1 di auguri a chi è nato il 29 febbraio e festeggia ogni quattro anni. Nel Viterbese appartiene a questa categoria che si mantiene più giovane nel tempo anche il senatore della Lega Umberto Fusco. Tanti auguri!

A2 come “Accademia degli Ardenti”. Il commissario del Consorzio Biblioteche ha deciso di portare avanti un passo storico: la rinascita della mitica realtà. Forza!

B di “Bullicame”, è ragionevole pensare che a breve sarà possibile tornare a frequentare il parco termale. I soldi arriveranno da un mutuo acceso grazie la tassa di soggiorno. L’idea, a onor del vero, fu del consigliere d’opposizione Alvaro Ricci ma al di là delle questioni politiche il risultato finale è importante per la città che potrà tornare a “sciacquarsi” al Bullicame.

C1 come “Coronavirus”. E’ lui il protagonista di questa settimana. Sulla bocca di tutti più nelle parole che nella sostanza. Nella Tuscia infatti, al momento, non si registrano casi di infettati.

C2 come “Ceneri”. Il mercoledì delle ceneri è tornato come ogni anno. Questa volta, in terra di Tuscia, senza il tradizionale appuntamento del Pranzo del Purgatorio. Peccato!

M come “mercato del sabato”. Dopo due sabati di “sciopero” questo fine settimana i banchisti sono andati nel posto assegnato dal Comune. Ora sorvegliati speciali sono gli incassi. 

P di “psicosi”. La prova massima si è raggiunta quando abbiamo visto la foto di un’attività commerciale di Acquapendente con un uomo alla cassa in maschera antigas. 

R come “rapina”. Questa settimana tanta paura e un bottino da 30mila euro in una banca di Villanova.

S di “sindaci”. Sono loro i baluardi del sistema nei territori. Sul fronte Coronavirus qualcuno di loro ha vacillato ma il sistema ha sostanzialmente retto, mantenendo calma e ottimismo.

V di “Viterbix”. E’ tornato e il Coronavirus è stato materia di riflessione per lui in questa settimana. Strepitosa la vignetta che invita alla calma, condivisa e apprezzata in tutta la città. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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