La presidente De Alexandris alle Sentinelle: "perché non controllate i tanti don Dino?"
Maria Rita De Alexandris
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La presidente del Consiglio Maria Rita De Alexandris critica le Sentinelle in Piedi. "Invece di GIUDICARE coloro che vivono la propria esistenza nella felicità perché non guardate al di là della vostra punta del naso, perché non controllate i tanti Don Dino?"

La presidente del Consiglio Maria Rita De Alexandris critica le Sentinelle in Piedi. Ieri sera, 24 ore dopo la manifestazione delle Sentinelle “per la libertà di espressione”, come sostengono dal movimento (leggi qui), scrive su Facebook Maria Rita De Alexandris scrive il proprio pensiero mettendo a confronto la manifestazione delle Sentinelle e la notizia del giorno prima del coinvolgimento del parroco viterbese Don Dino (leggi qui) in una inchiesta con reati a base di pedofilia.

“Perché invece di giudicare coloro che vivono la propria esistenza nella felicità e tranquillità anche se divorziati o innamorati di persone dello stesso sesso, non andate a controllare bene, ma proprio bene bene, quelli (e non a caso uso la parola quelli) che invece non hanno il benché minimo rispetto di nulla e di nessuno, macchiandosi di misfatti e veri peccati, perché non guardate al di là della vostra punta del naso, perché non controllate i tanti don Dino?”

 

 

Il post di Maria Rita De Alexandris.

Mettendo a confronto queste foto mi chiedo come coloro che dovrebbero (così si definiscono) salvare tutte le anime dal peccato siano poi i più eclatanti peccatori e soprattutto giudicatori di ipotetici peccati altrui.

Sono proprio loro che dicono sia peccato concedere il Sacramento della Comunione a chi, per i più disparati motivi ha un matrimonio fallito sulle spalle.

Sono proprio loro che pensano sia contronatura l’amore libero da ogni schema preordinato.

Sono proprio loro a dirci come vivere la vita al di fuori dei loro paraocchi… potrei andare avanti con esempi fino alla noia.

Quindi mi chiedo e soprattutto chiedo a tutti coloro che da in piedi, seduti, sdraiati, incatenati (mettetevi come volete), o tuonano sentenze, perché invece di GIUDICARE coloro che vivono la propria esistenza nella felicità e tranquillità anche se divorziati o innamorati di persone dello stesso sesso , non andate a controllare bene, ma proprio bene bene, quelli ( e non a caso uso la parola quelli) che invece non hanno il benché minimo rispetto di nulla e di nessuno, macchiandosi di misfatti e veri peccati, perché non guardate al di là della vostra punta del naso, perché NON CONTROLLATE I TANTI DON DINO? Se mi saprete dare una risposta esaustiva e non inutile ve ne sarò grata!

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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