La Fune vi chiede due cose
Roberto Pomi
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Oggi puntiamo a sottolineare due delle notizie che abbiamo pubblicato. Questo perché ci farebbe piacere aver attivato delle reazioni al mondo che vi circonda, al di là dell'anestesia del tradiazionale bombardamento mediatico.

Nel casino della quotidianità e dell’informazione sul quotidiano, che spesso supera anche la realtà esasperandola per invogliare alla lettura, vi chiediamo di fermarvi un attimo e ascoltare due nostre richieste. Secondo canoni tradizionali dell’informazione sarebbero dovute finire in basso, quasi fuori dall’occhio del lettore. Ma non ci sembra che l’informazione tradizionale sia stata in grado di produrre grandi risultati, forse c’è bisogno anche qui di rivoluzionare. Di far passare, almeno ogni tanto, aria nuova.

Abbiamo quindi deciso di puntare l’editoriale di oggi su due notizie “diverse”. Una ci parla di un dramma mondiale: ebola. Lo fa con le parole di padre Maurizio Boa. L’altra di una manifestazione di civiltà, quella organizzata dai viterbesi dell’Ens.

Due mondi eccezionali in movimento. La prima richiesta che vi facciamo parte dalla notizia di padre Maurizio: se potete donate qualcosa all’organizzazione che ogni giorno si occupa dei bambini e delle donne e degli uomini della Sierra Leone. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere, tanti anni fa ormai, padre Maurizio. E’ una persona capace di fare miracoli, dentro la gente. La sua forza, che avevo conosciuto da bambino, mi appare immutata e rinvigorita dalla lettura della sua lettera dall’Africa.

La seconda richiesta riguarda la manifestazione di domattina. Se potete andateci. Ho conosciuto l’importanza della Lis andando a presentare un libro presso la sede Ens del Pilastro. Dentro Andrea e Federica c’è in qualche modo quella forza che sta in padre Maurizio. C’è con loro la battaglia giusta per il riconoscimento di una lingua, attraverso cui passa il benessere e la felicità di tante persone.

Se dovessimo convincere almeno uno di voi a fare questo, avendo agli altri permesso la lettura di un qualcosa fuori dai marci e triti schemi dell’informazione tradizionale, questo giornale avrebbe dimostrato ancora una volta di avere senso d’esistere.

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Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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