Isola Bisentina, lontana dagli occhi lontana dal cuore
Roberto Pomi
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Occorre invertire il percorso fatto sull'isola Bisentina, per riaprirla agli occhi di cittadini e turisti, generare posti di lavoro e rendere possibile una manutenzione costante del patrimonio al suo interno.

Una delle notizie più forti delle ultime ore per il territorio della Tuscia è passata quasi sotto traccia. Ci riferiamo all’SOS lanciato dalla redazione di RadioGiornale (organo d’informazione della zona del lago di Bolsena) sullo stato in cui versano le principali strutture d’interesse storico artistico di quel gioiello che è l’isola Bisentina.

Nel pezzo, a firma di Caterina Berardi, viene indicato un vero e proprio codice rosso per la Rocchina e la chiesa dei santi Giacomo e Cristoforo. La stessa Berardi ha affrontato l’argomento con il responsabile della Soprintendenza Anna De Luca. Quest’ultima, dopo aver precisato che è a conoscenza della situazione di degrado di questo patrimonio, ha invitato a sensibilizzare  la stampa, la Regione Lazio e le istituzioni locali per aiutare la proprietaria a mantenere vivo questo sito, eventualmente con degli sbocchi occupazionali.

Un appello, quello della soprintendente, molto interessante. Innanzitutto viene posta la questione dell’isola inaccessibile, per scelte dell’attuale proprietà, alle visite. Una scelta che penalizza l’attrattività turistica del lago di Bolsena e su cui bisognerebbe lavorare per invertirla. Una scelta che, in assenza di entrate, rende difficile anche la manutenzione dei beni storico-artistici che vi sono conservati e, è proprio il caso di sottolinearlo, vi sono nascosti.

La soprintendente fa anche un passaggio sulle possibilità occupazionali, che un bene del genere potrebbe abbastanza agevolmente generare. Teniamo a rimarcare lo stato di crisi della Bisentina e approfittiamo per invitare la proprietaria dell’isola a intraprendere un nuovo percorso virtuoso. Aprire l’isola ai turisti, nel rispetto dei luoghi abitativi, può attivare un volano virtuoso: posti di lavoro, possibilità di godere di un patrimonio storico-artistico ma anche naturalistico eccezionale e soldi freschi per conservare al meglio il tutto. L’alternativa è la decadenza sotto gli occhi di tutti. Tra persone intelligenti la scelta verrà fuori in maniera scontata.

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