"Io, bambina salvata dai bombardamenti alleati grazie a un soldato e al rifugio dell'Urcionio"
santa-maria-in-gradi-dopo-i-bombardamenti
Masicar800x120-optimize
STORIE - "Avevo cinque anni e la mia mamma mi aveva consegnato a un militare per farmi raggiungere prima il rifugio, perché stavano bombardando Viterbo", è la storia di Luigina Rosa Braccioni.
Luigina Rosa Braccioni

STORIE – “Avevo cinque anni e la mia mamma mi aveva consegnato a un militare per farmi raggiungere prima il rifugio, perché stavano bombardando Viterbo”, è la storia di Luigina Rosa Braccioni. Vive a Bologna da tanti anni, ma è una viterbese ancora molto legata alla sua città natale. E’ una sopravvissuta ai bombardamenti terribili che toccarono in sorte alla città dei papi durante la seconda guerra mondiale.

Scrive a La Fune per ringraziarci di un filmato che abbiamo proposto all’interno di un articolo sulla copertura del fiume Urcionio.

VIAGGIO NELL’URCIONIO – ECCO COSA C’E’ SOTTO VITERBO

“Ho visto il filmato sull’Urcionio pubblicato da “La Fune” e sono rimasta notevolmente impressionata. In quella parte di percorso dove ci sono i resti del rifugio antiaereo ci sono stata. Avevo cinque anni e la mia mamma mi aveva consegnato a un militare per farmi raggiungere prima il rifugio, perché stavano bombardando Viterbo. Mi ricordo di essere stata presa come un fagotto da quel militare che precipitosamente ha percorso quella scalinata per portarmi in salvo. Oggi, rivedendo quel posto, sono tornata bambina con tutte le paure e il terrore che mi sono portata dietro per la vita. Grazie, non avrei mai pensato di riprovare certe emozioni come fossero accadute ieri. Ora vivo a Bologna da più di quarant’anni ma mi interessa sempre tutto ciò che riguarda la mia città natale. Grazie ancora”, è la lettera della signora.

Abbiamo deciso di condividerla con tutti i nostri lettori, perché ci aiuta a tenere viva un pezzo di memoria della città. Ricordando i drammi dell’ultimo conflitto bellico, i terribili bombardamenti e l’importanza di un luogo che oggi pochi conoscono.

Ma la storia di Luigina Rosa Braccioni si colora di altre sfumature. Dopo l’arrivo della sua lettera l’abbiamo contattata, per conoscere altri dettagli di quella storia. Le abbiamo chiesto se anche la sua famiglia riuscì a scampare la morte delle bombe.

E la sua risposta ci ha regalato un altro pezzo di storia viterbese di quegli anni: “Sì, ci salvammo tutti. Mio padre era arruolato e fuggì da Civitavecchia, dove i tedeschi lo avevano impegnato come radiotelegrafista e ci raggiunse in un bosco nelle campagne di Grotte Santo Stefano, dove eravamo rifugiati. Eravamo in tanti, tutti vecchi e donne e bambini. Ci avevano messo dei letti nelle grotte dei pastori, disinfestando prima gli ambienti. Eravamo dieci famiglie”.

 

UN VIDEO CON ALCUNE TESTIMONIANZE DI VITERBESI SOPRAVVISSUTI AI BOMBARDAMENTI

800 Confartigianato
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
lafune_300 x 600
TdP_Inalazioni
Onda
Foto Fisioterapy Center
POST FB 02
domenicale post
asvis 2
Masicar300x300-optimize
monastero interno
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300