
La fissa dell’inceneritore passerà mai? Forse no, perché è una vera e propria convinzione quella di poter chiudere il ciclo dei rifiuti bruciando tutto. Ma in natura, è bene ricordarlo, nulla si distrugge, al massimo si trasforma. Ed allora incenerendo gli scarti cosa finirebbe nell’aria?
Ieri mattina l’ex sindaco, ex presidente della provincia e attualmente consigliere comunale di Forza Italia Giulio Marini a Radio Verde durante il consueto appuntamento di Sbottonati in vista del consiglio straordinario sui rifiuti di oggi ha dichiarato quanto segue: “Ho fatto un piano dei rifiuti da presidente della provincia di Viterbo che lo prevedeva. Poi “inceneritore” è una parola brutale, si tratta di un termovalorizzatore. Dopo 15 anni l’evoluzione tecnologica è stata importante e consideriamo che ce n’è uno in molte città industriali, da Montecarlo a Vienna”.
Tutto vero anche se, ad esempio, gli inceneritori di Vienna (che in realtà ne ha tre, ma pure 1.800.000 abitanti) sono stati costruiti tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’70. Solo l’ultimo a metà degli anni ’90, non nel 2015, e in presenza di una legge sui rifiuti molto restrittiva. Insomma, in parole povere, in Austria c’è una differenziata imposta e i rifiuti da bruciare sono pochi. Le parole di Marini fanno da eco a quelle rilasciate dall’ex assessore all’ambiente di Palazzo Gentili Paolo Equitani (Nuovo Centro Destra) che nel precisare che “il piano-rifiuti della Regione Lazio non lo prevede” lascia aperta non una porta, ma un portone: “c’è un problema di costi che dovremmo affrontare e per il futuro bisogna vedere quel che succede”. Insomma, tradotto dal politichese è un “sì”.
Francesco Serra (Pd)
Non solo centro-destra, ma anche centro-sinistra. Daniela Bizzarri nei giorni scorsi sempre dalle frequenze di Radio Verde non ha chiuso la porta all’ipotesi, così come avrebbe fatto Francesco Serra in consiglio comunale, poi smentendo privatamente ad alcuni colleghi di partito. Senza dimenticare l’interesse dell’area moderata del centrosinistra all’epoca di Alessandro Mazzoli a Palazzo Gentili e le aperture del sindaco Leonardo Michelini dalle pagine del Corriere di Viterbo. A dirsi contrario, sempre ieri a Sbottonati, Andrea Egidi, segretario provinciale del Pd, che alla notizia delle aperture di Giulio Marini ha commentato: “Oh, Gesù, ancora?”.
In tutto questo parlare serve però una legenda. Spesso si sente parlare di “chiusura del ciclo dei rifiuti”, che cosa significa? Significa portare a termine il processo che parte dalla raccolta allo smaltimento, passando per il trattamento. Che cos’è un ciclo di rifiuti virtuoso? Per promuovere una politica virtuosa dei rifiuti l’Unione Europea ha fissato precise priorità rispetto alla destinazione di ciò che viene buttato. Al primo posto sta la riduzione della produzione di rifiuti, poi il riutilizzo, il riciclo e il recupero. La soluzione, per sgombrare il campo da ogni dubbio, a questo punto potrebbe essere la firma del “protocollo rifiuti zero” come l’amministrazione Michelini avrebbe promesso al comitato Zero Waste, prendendo tempo fino a marzo.


















