
La questione rifiuti sta diventando un vero e proprio rompicapo per il capoluogo della Tuscia. Prima il problema dell’immondizia romana, poi la chiusura della discarica braccianese di Cupinoro, con conseguente arrivo a Monterazzano dei rifiuti di ben dodici comuni di quell’area. C’è chi in questi giorni ha ventilato anche l’ipotesi di un inceneritore nella città dei Papi. Abbiamo incontrato una che delle nuove frontiere di gestione di quella che comunemente viene chiamata immondizia se ne intende: Federica Ciripicchio, responsabile per la provincia di Viterbo del movimento Rifiuti Zero.
Che idea si è fatta di quanto sta accadendo, in questi giorni a Viterbo, sul fronte rifiuti?
“Penso che la politica dovrebbe cambiare atteggiamento e mettersi a tavolino per ragionare seriamente su un argomento così delicato. L’obiettivo deve essere l’individuazione di soluzioni e non l’accusa reciproca. Su questo tema credo che nessuno possa dire di avere la coscienza pulita. Serve che chi amministra il territorio si metta seriamente al lavoro piuttosto di cercare di fare notizia sui giornali. La soluzione non è affatto facile, la situazione romana è davvero esplosiva. E il loro problema, volenti o nolenti, finisce oggi per essere anche il nostro”.
State, come Rifiuti Zero, seguendo la situazione della differenziata viterbese? Cosa dovrebbe fare l’amministrazione Michelini?
“Lo scorso 6 luglio c’è stato un incontro tra noi e il Comune. Hanno mostrato interesse per il protocollo Rifiuti Zero e ipotizzato di adottarlo attraverso un’apposita delibera. Hanno però chiesto tempo fino a marzo per fare delle verifiche sul servizio, ereditato dalla precedente amministrazione. A nostro avviso l’unica strada per una gestione corretta dei rifiuti è tutta nel protocollo Rifiuti Zero. Il Comune di Viterbo dovrebbe entrare nella rete dei Comuni Zero Waste. Questo permetterebbe di arrivare al 2020 in linea con le direttive europee sul settore”.
In cosa consiste il protocollo?
“In sostanza, entrando nella rete Rifiuti Zero, il Comune di Viterbo deve mettere in campo tutto il necessario per arrivare al 2016 a un valore di differenziata pari al 65% (oggi siamo al 25%). Questo per arrivare poi nel 2020 a un conferimento in discarica prossimo allo zero. Teniamo conto che già oggi, un Comune virtuoso come Capannori (più di 40mila abitanti) è all’80%. Inoltre adottando il protocollo il Comune direbbe no per sempre all’inceneritore e dovrebbe istituire un osservatorio di monitoraggio sulla gestione rifiuti”.
Che appello vuole rivolgere al sindaco Michelini?
“Deve dotare il Comune di un piano per la gestione dei rifiuti. Riguardo all’emergenza romana il sindaco può intavolare un braccio di ferro ma porterebbe a poco. Occorre far capire anche a Roma che è ora di iniziare la differenziata. Consiglio a Michelini di concentrarsi sui rifiuti di Viterbo perché la strada da fare è ancora lunga. Vanno eliminate le isole di prossimità (non controllabili e soggette a diventare discariche a cielo aperto), occorre togliere l’usa e getta negli edifici comunali e nelle scuole, far nascere un centro per il riuso e coinvolgere l’università della Tuscia nella realizzazione di un impianto a Viterbo per la realizzazione del compost. L’umido dei rifiuti può diventare fertilizzante per la terra ed essere venduto. Tutto questo fa parte della strategia Rifiuti Zero e noi siamo a disposizione”.


















