Identikit di Gloria, la Macchina che ha rapito il cuore dei viterbesi
unnamed
Fisioterapy Center 800x120
VITERBO - Le Macchine sono tutte belle, forse. Ma ce ne sono alcune che rimangono davvero nel cuore dei viterbesi. Nell'Olimpo dei "campanili a spalla viterbesi" c'è sicuro Volo d'Angeli di Giuseppe Zucchi ma anche l'attuale Gloria ha fatto breccia.

VITERBO – 28 metri d’altezza dalle spalle dei facchini e 50 quintali di peso, queste le dimensioni di Gloria. Il progetto è dell’architetto Raffaele Ascenzi, mentre la Edilnolo ne ha curato la costruzione e ogni anno l’assemblaggio.

La base

A sorreggere il fusto della Macchina delle grandi statue molto particolari. Raffigurano un facchino ancestrale, mitico e senza tempo. Questo l’omaggio di Raffaele Ascenzi ai portatori del “campanile che cammina”. Una figura suggestiva e un simbolo denso di significati.

L’omaggio del disegnatore, che già ha regalato alla città di Viterbo una Macchina importante come Ali di luce, a chi ha segnato sulle proprie spalle la storia di Viterbo.

Il fusto

Le linee sono ispirate al reliquario che contiene il cuore di Santa Rosa. Ne riprende la pianta triangolare e le forme. Lo donò papa Pio XI alle suore clarisse ed è un pezzo importante della tradizione, che i facchini portano per le vie della città durante la processione del 2
settembre.

La statua della Santa

In cima alla mole è posta la statua della patrona. Da sottolineare i tratti del viso da bambina.

Le preghiere dei viterbesi dentro le vasche

Le vasche di fontana sotto alle guglie gotiche sono state pensate come a dei contenitori. All’interno le lettere e i bigliettini che i viterbesi scrivono durante l’anno alle suore di Santa Rosa. Si tratta di richieste, di preghiere, di voti. Sono i pensieri d’amore e d’aiuto che i viterbesi rivolgono alla patrona. Un elemento pensato dall’ideatore Raffaele Ascenzi per rendere il trasporto più vivo e avvicinare sempre più la Macchina alle persone, che è la cosa più importante.

Pesante all’occhio

Ascenzi, oltre a essere l’ideatore di una precedente Macchina, è stato anche Facchino di Santa Rosa. Conosce dunque bene che tipo di Macchina vuole portare un Facchino. Una struttura imponente, che deve sembrare importabile. Deve apparire di un peso incalcolabile.

Il perché del nome

Gloria come “Gloria in Excelsis Deo”, una musica bellissima scritta da Vivaldi e che ha ispirato il lavoro di progettazione dell’architetto e del suo team di lavoro. Lo stesso Ascenzi nel giorno della vittoria del suo bozzetto ha dichiarato: “L’abbiamo chiamata Gloria perché celebra i tanti trasporti gloriosi che si sono succeduti nei secoli. Tutti per portare in trionfo la patrona tra le vie della città”.

Masicar800x120-optimize
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
monastero interno
Onda
TdP_Inalazioni
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
domenicale post
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300
lafune_300 x 600
asvis 2