I diari delle bicicletta (in tandem), "Finalmente Valencia"
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"La felicità dura poco, dopo neanche cinque chilometri la ruota posteriore del tandem si blocca o meglio si storce e va a toccare il telaio bloccandosi". Inizia con un po' di sfortuna la prima giornata in Spagna per Daniele e Mario.

Giorno uno, Daniele e Mario sono su suolo spagnolo. Sono arrivati nella sera di venerdì, a tarda notte. Giusto il tempo di scendere dall’aereo e andare a recuperare le energie per iniziare le pedalate nel primo tratto. Giornata sfortunata, ma sempre con il sorriso. La gente del tandem funziona così.

Diario della bicicletta (in tandem) – Giorno 1

“Ci alziamo alle 7 anche se ci aspettano due ore di attesa prima che il negozio del tandem apra. Arriviamo 9:30 puntuali al noleggio e prepariamo il nostro mezzo. Dopo varie prove alle 11 siamo in marcia un po’ in ritardo sul sentiero di marcia ma felici.

La felicità dura poco, dopo neanche cinque chilometri la ruota posteriore del tandem si blocca o meglio si storce e va a toccare il telaio bloccandosi.

Non ci perdiamo d’animo ma chiamiamo il negozio e in circa 20 minuti sono sul posto. Ormai però è tardi e il tandem noleggiato non sembra affatto affidabile (non che non ci sembrasse tale ma speravamo). Torniamo pedalando al negozio con una riparazione di fortuna e ci facciamo restituire i soldi. I negozianti dispiaciutissimi ci trovano un tandem in un altro negozio. Dopo qualche ora di attesa lo possiamo andare a ritirare ma per oggi ci godiamo Valencia e il cibo.

Da domani si comincia e abbiamo un giorno da recuperare. Sempre di Buon umore. A domani”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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