I diari della bicicletta (in tandem) - "Ancora una volta un imprevisto si trasforma in meraviglia"
Diari 03
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Il viaggio non è mai un qualcosa di meccanico. C’è sempre un certo margine d’imprevisto e spesso è proprio dalle disavventure che viene fuori la meraviglia. E’ quanto accaduto ai nostri viaggiatori in tandem, per le strade di Spagna, durante la sesta giornata di pedalate. Così, bucando una gomma, hanno mangiato le tapas più buone del mondo e scoperto un posto da incanto.

 

I diari della bicicletta (in tandem) – Giorno 6

Si parte con calma da Teruel, dopo una passeggiata tra le sue magnifiche mura. Tappa subito in salita. Si procede in direzione Valencia, senza una precisa idea se fare tutto in una tappa o spezzarla in due.

Il viaggio decide per noi, infatti dopo circa 30 chilometri buchiamo. Niente di grave se non fosse che le camere d’aria forniteci dal noleggio non hanno una valvola della misura adatta (mai fidarsi … ora lo so).  Che fare ? Fortunatamente ho sempre un piano B e allora tiro fuori le mitiche tip top e riparo la foratura.

Avendo a disposizione solo tip top per riparare eventuali altre forature decidiamo di spezzare la tappa in due. Infatti un gommista ci dice che a 60 km c’è la cittadina di Sogorbe dove c’è un ciclista.

Pedaliamo e affrontiamo le non aspre ma costanti salite con una gomma non totalmente gonfia (si spinge a fatica) ma sempre con la voglia di assorbire il paesaggio e dopo alcune soste, per vedere di trovare soluzioni intermedie, arriviamo alla spettacolare Segorbe.

Sulla ripida salita che porta al centro avvistiamo il ciclista, compriamo il necessario e via verso l’hotel e il meritato riposo dopo circa 90 chilometri di tappa. La cittadina è bellissima e come da rituale birretta, anzi cerveza e buonissime tapas (Bar Lara).

Dopo una delle cene migliori mai fatte in questa vacanza, presso il ristorante Senda de la brasa. (Consigliatissimo). .

A domani per l’ultima tappa passando per …

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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