
Questo editoriale nasce dallo sfogo di un ristoratore mentre siamo in attesa di un paio di pizze da portare via. Un locale carino, a ridosso del centro storico. Un posto sfortunato, anzi vittima di un’incuria diffusa a Viterbo.
Questo ragazzone, che lavora duro e rischia ogni giorno del proprio – uno per dirla alla Michelini che “campa del suo” -, non può andare in vacanza con la sua famiglia quest’anno. Motivo? I soldi che aveva messo da parte per andare quattro giorni fuori città con la compagna e la loro bambina li ha dovuti spendere per riparare i danni causati da un allagamento del ristorante che lo ha colpito il 13 settembre scorso.
E’ la terza volta che accade e a causarlo è la mancata pulizia delle caditoie prossime alla struttura. Quando la pioggia viene giù davvero davanti al suo locale è un disastro. Al punto che a settembre il livello dell’acqua è salito tantissimo fino a tracimare e allagare per qualche decina di centimetri l’interno. Lasciamo immaginare ai lettori i danni subiti.
Ha fatto causa al Comune e ora dovrà affrontare anche le spese dell’avvocato. Questa storia ci sembra francamente tanto incredibile quanto ingiusta. Ci domandiamo: ma il Comune di Viterbo perché continua a tollerare la mancata o scarsa pulizia delle caditoie che pure è un servizio pagato? Poi continuiamo a chiederci: non ha Palazzo dei Priori un’assicurazione per fare fronte a questo tipo di problemi? Infine: perché di fronte a una situazione del genere l’amministrazione si imbarca in un’improbabile quanto odiosa avventura legale contrapposta al lavoratore?
Ne approfittiamo per scoperchiare un altro vaso, con un’ulteriore domanda: quanto spende il Comune di Viterbo per le proprie azioni legali ogni anno? Di che tipo di cause si tratta? Le spese legali affrontate, con i soldi dei cittadini, sono tutte opportune? Quali sono i risultati prodotti per questa spesa? C’è qualcuno che controlla questo aspetto?
Invitiamo i consiglieri comunali tutti a farlo, magari a fornirci un report sullo stato dell’arte. Non è spendere in maniera inopportuna i soldi dei contribuenti imbarcarsi in bracci di ferro legali per cause come quella del nostro ristoratore? Ognuno rifletta sulle possibili risposte e chi ha altre storie simili da raccontarci ci contatti a info@lafune.eu


















