Ferrovie, i collegamenti per Roma i peggiori d'Italia nel 2014
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Il collegamento ferroviario tra Roma e Viterbo finisce in prima posizione (insieme ad altri) nella classifica delle peggiori tratte d’Italia.

Il collegamento ferroviario tra Roma e Viterbo finisce in prima posizione (insieme ad altri) nella classifica delle peggiori tratte d’Italia. I collegamenti che ruotano intorno alla Capitale infatti sono tra quelli considerati peggiori dal rapporto di Legamambiente per il 2014. Tra disservizi, numero dei treni e dei pendolari viene citata in assoluto la Roma Termini-Ciampino-Castelli Romani, un sistema a tre linee che raggiunge Velletri, Frascati e Albano Laziale.

 

 

Sofferenze anche per la Roma-Nettuno, sulla Termini-Giardinetti e appunto la Roma Nord-Viterbo “che – scrive Legambiente – presenta ancora treni vecchissimi che spesso rimangono fermi a causa dei guasti e alcune stazioni degradate, quando il numero di pendolari è impressionante con oltre 75.000 viaggiatori al giorno”. Non viene citata la Roma-Viterbo via Cesano spesso finita al centro di polemiche a causa dei continui ritardi e disservizi, di cui abbiamo già parlato qui e qui.

Legambiente, con il rapporto Pendolaria, poi fornisce anche una tabella degli aumenti tariffari e dei tagli ai servizi attuati delle Regioni. Il Lazio ha un saldo negativo, ma non tra i peggiori d’Italia, con tagli del 3,7% e con un aumento delle tariffe del 15%, su base quadriennale.

 

 

 

Scarica il rapporto.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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