

TARQUINIA – Dal 20 al 23 e dal 27 al 29 agosto, il centro storico di Tarquinia si trasforma nell’arena sacra del DiVino Etrusco. Per questa tornata del ventennale, la truppa schierata in campo è di quelle che fanno tremare i polsi ai cultori della beva: ben 53 cantine pronte a dar battaglia a colpi di calici. Accanto ai baluardi della vecchia Dodecapoli etrusca, scendono in campo le legioni del Mediterraneo profondo – Sardegna, Sicilia e Calabria – a suggellare un gemellaggio enologico che sa di terra, sole e salsedine. A governare le mescite, con la precisione di un metronomo svizzero, ci penseranno i sommelier della FISAR Tuscia Viterbese.
Ma non di solo mosto vive l’uomo, specialmente quando la storia ci mette lo zampino. Palazzo Vitelleschi, scrigno del Museo Archeologico Nazionale, ospiterà la rassegna “Calici e Cultura”: un matrimonio di ferro tra archeologia e nettare degli dei. Qui sfileranno le menti fini, a partire dalla lectio magistralis del direttore del Parco Archeologico Vincenzo Bellelli, pronto a spiegarci come bevevano i nostri antenati, fino agli affondi gastronomici di Carlo Zucchetti, l’enogastronomo con il cappello che di queste lande conosce ogni segreto.
Nel frattempo, le vie del borgo ribollono di vita. Torna il Salotto Letterario per chi cerca il verbo scritto, mentre i laboratori di “Tratti DiVini” e “DiVin Pittore” trasformeranno il vino in inchiostro d’artista, strizzando l’occhio sia agli adulti che ai più piccoli. E sicché la fatica di camminare tra i vicoli apre lo stomaco, ecco l’esercito dello street food: pizzerie, macellerie e rosticcerie pronte a sposare i sapori nostrani con le delizie sarde, sicule e calabresi in un unico, irresistibile assalto alla linea.
Le tattiche d’ingresso sono collaudate: biglietto giornaliero a 20 euro per chi vuole l’assalto illimitato con bicchiere e tracolla al seguito, oppure i carnet da 4 assaggi (10 euro) e da 3 (7 euro). Per i dettagli di Palazzo Vitelleschi, l’ingresso serale costa 4 euro.
La macchina organizzativa – guidata dal Comune con la Pro Loco, lo zampino di Carlo Zucchetti e le stampelle istituzionali di Regione, Provincia e Ministero – ha fatto le cose in grande. Il campo di battaglia è pronto. Ai lettori la scelta: guardare la disfida da lontano o scendere in mischia a bagnarsi le labbra.

















