
di Federica Salomoni
Scrivo dal mio tavolo da lavoro in negozio, ne guardo il piano rigato da coltelli, forbici e cesoie, quanti fiori ho pulito e “arrangiato qua sopra” penso tra me e me.
Poi mi guardo intorno tra oggetti piante e fiori che ho scelto prima per il mio piacere, perché il mio lavoro è una passione e quello che scelgo deve comunicarmi qualcosa per trasmetterla a chi entra in Officina e poi di conseguenza per clienti ed amici
L’occhio vaga tra i primi tulipani e i garofani di un colore delicato tra il rosa cipria ed il beige senza essere né l’uno né l’altro, tra i rami alti di ilex arancio e panna accanto a quelli in rosso – no, il rosso non è il mio colore ma a Natale è il suo momento – si poggia sulle roselline a grappolo rosa chiaro chiaro e poi si posa su un fiore che non ho mai annoverato tra i miei preferiti ma che col passare degli anni ho imparato ad amare: un Amaryllis
Quello che sto guardando ora si chiama Irinia, in fattura lo definiscono bianco/rosa ma mai lo avrei immaginato così ricco di incredibili sfumature delicate che a ben guardare sono iridescenti
L’Amaryllis – immaginate la musica di Super Quark in sottofondo – è una bulbosa delle amarillidacee ed il suo nome deriva dal greco amarysso, che significa splendere.
Virgilio nelle Bucoliche, decanta, la bellezza della fanciulla chiamata Amarillide attraverso i versi del pastore Titiro
L’amaryllis in alcuni luoghi è conosciuto volgarmente con il nome di “suocera e nuora”, perché i fiori sbocciano dandosi le spalle e proprio per questo pare essere regalo perfetto tra le due donne
L’ho sentito definire persino “femmina nuda” per la sua caratteristica di fiorire senza foglie.
Sono fiori belli, elegantissimi ed imponenti anche se ora se ne trovano – non spesso quanto vorrei – con stelo più sottile e fiore più piccolo e sono disponibili tutto l’anno o quasi
Sullo stelo cavo, si aprono fiori grandi, fino a 15 cm di diametro e in numero copioso, di solito da 3 a 6, quasi un bouquet
I colori sono tra i più disparati: molto comune ormai, soprattutto a dicembre, il Ferrari in un classico rosso, altrettanto diffuso il Mont Blanc in un bianco abbagliante, ma anche bianco burro o ghiaccio, rosso scuro vellutato o bordeaux, arancio, rosa cipria o salmone, persino a fiore doppio.
Possono essere a tinta piena o screziati o sfumati, insomma ce ne sono così tanti, ma forse il mio preferito è la varietà Tarantula che ha petali allungati e sottili ed è di un particolare bianco rosato – è in arrivo giovedì ed io non vedo l’ora di metterci le mani sopra –
L’Amaryllis reciso dura tantissimo anche più di 15 giorni, lo avete comprato e volete farlo durare di più?
Vi svelo qualche trucco.
Accorciate leggermente il gambo con un coltello a lama liscia ben affilata e praticate un taglio dritto – non forbici o cesoie mi raccomando: finirebbero per schiacciare il gambo rendendo difficile la vita del fiore in acqua – e fate un giro di nastro adesivo in fondo allo stelo asciutto, in questo modo la parte inferiore dello stello non si “arriccerà” per il peso del fiore dandogli così più stabilità e una vita più lunga di conseguenza
Nel vaso mettete poca acqua, diciamo non più di un palmo, cambiatela tutti i giorni o a giorni alterni, lavando accuratamente il vaso – eviterete la formazione di batteri e non sarà necessario aggiungere additivi come aspirina o zucchero o non so cosa, rimedi veramente inutili – e accorciate il gambo ogni due giorni, vedrete quanto a lungo durerà il vostro fiore
Se non siete amanti dei fiori recisi – spero che siate una minoranza – potete coltivarne il bulbo in casa, di certo avrete visto qui o in un vivaio, senza trovarla molto attraente, una grossa cipolla in vaso che ci regala fioriture sorprendenti
Il bulbo in sé diciamo così “si attiva” solo quando viene piantato e innaffiato e in poche settimane (diciamo otto più o meno) avrete i vostri fiori
Nel linguaggio dei fiori e delle piante, i fiori dell’Amaryllis simboleggiano la bellezza, l’eleganza e la fierezza unita a un pizzico di timidezza.
Pare che il significato sia dovuto all’aspetto del fiore stesso che sboccia così grande e maestoso con i suoi colori vivaci, ma dal profumo appena accennato quasi abbia timore di far notare la propria maestosa bellezza.


















