Civita di Bagnoregio in pista per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2025
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BAGNOREGIO - A questo punto l'iter prevede un'ulteriore selezione tra i quindici pretendenti da cui dovrà uscire una rosa di dieci. Quindi le audizioni a Roma per la presentazione delle singole progettualità e l'individuazione, da parte della commissione, del più meritevole. 

BAGNOREGIO – Bagnoregio e la sua Civita in lizza per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2025. Lo scorso 13 settembre la consegna, secondo le tempistiche dettate dal Ministero della Cultura, del dossier di candidatura. Un progetto che ha come titolo ‘Essere Ponti’. 

A questo punto l’iter prevede un’ulteriore selezione tra i quindici pretendenti da cui dovrà uscire una rosa di dieci. Quindi le audizioni a Roma per la presentazione delle singole progettualità e l’individuazione, da parte della commissione, del più meritevole. 

Le altre realtà con cui dovrà vedersela il piccolo paese della Tuscia sono: Agrigento (Il sé, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali), Aosta (Aostæ Città Plurale), Assisi (Assisi. Creature e creatori), Asti (Dove si coltiva la cultura), Città Metropolitana di Reggio Calabria (Locride 2025. Tutta un’altra storia), Enna (Enna 2025. Il mito nel cuore), Monte Sant’Angelo (Monte Sant’Angelo 2025: un Monte in cammino), Orvieto (Meta meraviglia la cultura che sconfina), Otranto (Otranto 2025. Mosaico di Culture), Peccioli (ValdEra Ora. L’arte di vivere insieme), Pescina (La cultura non spopola), Roccasecca (Vocazioni. La cultura e la ricerca della felicità), Spoleto (La cultura genera energia), Sulmona (Cultura è metamorfosi).

La candidatura di Bagnoregio punta su trenta progetti strutturali organizzati su sei leve: Comunità, Crescita, Bellezza, Innovazione,
Inclusione, Area Vasta e Futuro; e un calendario di eventi culturali: teatro, musica, arti figurative, formazione, incontri.

Il progetto di candidatura parte dal “Patto per il Borgo”. Centrale il dialogo con i cittadini che trova riscontro nell’app “In Comune”, negli incontri con i giovani e nella costruzione del progetto sull’Archivio della Memoria. Al centro la formazione, con il progetto di training
sulla cultura dell’accoglienza, le lingue, il web, il management e la cultura del mangiare. Attenzione alle imprese (progetto Smartway) ma anche all’ambiente per rimarcare la necessità della crescita sostenibile (convegni plastic-free).

La leva della bellezza viene attivata con progetti che contemplano interventi artistici, un’innovazione della segnaletica turistica in collaborazione con Isia Urbino, l’illuminazione del ponte di Civita e la realizzazione di sentieri come quello dedicato allo scrittore
Bonaventura Tecchi. L’innovazione trae forza dalla collaborazione, già attiva, con Search On Media Group, organizzatori del Web Marketing Festival di Rimini. Prevede l’attivazione di avatar per le informazioni turistiche, il potenziamento della squadra droni in forze alla
sezione di Croce Rossa, l’esperienza in realtà aumentata nella Valle dei Calanchi.

L’attenzione per il tema dell’inclusione passa per una serie di azioni legate al “turismo per non vedenti”. Quindi la leva dell’area vasta con la creazione di un ufficio marketing area vasta, residenze e percorsi artistici diffusi, mostre diffuse. Un’area d’intervento, denominata
futuro, è dedicata ai piccoli con il progetto della Città dei bambini, del Festival dell’Idea, laboratori creativi e capsula del tempo.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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