Cinghiali scorrazzano tra i bambini nel parco pubblico di via Cattaneo
Foto cinghiali al Parco via Cattaneo
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VITERBO - Intanto i bambini viterbesi giocano tra i cinghiali e i loro escrementi. Fatto che tira in ballo anche il sindaco della città che, nonostante sia vero che non ha poteri per intervenire direttamente, a questo punto ha l'obbligo o di chiudere il parco o di disporre le misure per assicurare una pulizia costante dalle feci degli animali selvatici e al tempo stesso presidiare la pubblica incolumità.

VITERBO – I cinghiali scorrazzano tra i bambini nei giardini pubblici di via Carlo Cattaneo. Una situazione paradossale, per ragioni di sicurezza ma anche d’igiene pubblica. Questi animali infatti, per quanto urbanizzati, non risultano al momento forniti di pannoloni e defecano ovunque. 

A breve parteciperanno anche agli aperitivi nei bar cittadini. Sono dappertutto e la preoccupazione dei viterbesi aumenta. Diverse le segnalazioni arrivate alla redazione de La Fune, da parte di genitori e nonni che non sanno come fare. Si trovano sostanzialmente a un bivio: non portare più i bambini al parco o farli convivere con gli animali selvatici. 

Intanto tutti i livelli politico-amministrativi che gravano sul capoluogo rimangono a guardare. Non si è stati capaci di attivare quella filiera istituzionale che a Frosinone ha permesso di intervenire sulla gestione del fenomeno (leggi qui) 

La materia è di competenza regionale, come il caso Frosinone bene evidenzia. Lì ad attivarla fu il presidente della Provincia. Nel Viterbese invece non sembra esserci determinazione nell’affrontare il tema. Intanto i bambini viterbesi giocano tra i cinghiali e i loro escrementi. Fatto che tira in ballo anche il sindaco della città che, nonostante sia vero che non ha poteri per intervenire direttamente, a questo punto ha l’obbligo o di chiudere il parco o di disporre le misure per assicurare una pulizia costante dalle feci degli animali selvatici (in quanto materia di salute pubblica) e al tempo stesso presidiare la pubblica incolumità magari dislocando sul posto la polizia locale. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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