
VITERBO – I cinghiali scorrazzano tra i bambini nei giardini pubblici di via Carlo Cattaneo. Una situazione paradossale, per ragioni di sicurezza ma anche d’igiene pubblica. Questi animali infatti, per quanto urbanizzati, non risultano al momento forniti di pannoloni e defecano ovunque.
A breve parteciperanno anche agli aperitivi nei bar cittadini. Sono dappertutto e la preoccupazione dei viterbesi aumenta. Diverse le segnalazioni arrivate alla redazione de La Fune, da parte di genitori e nonni che non sanno come fare. Si trovano sostanzialmente a un bivio: non portare più i bambini al parco o farli convivere con gli animali selvatici.
Intanto tutti i livelli politico-amministrativi che gravano sul capoluogo rimangono a guardare. Non si è stati capaci di attivare quella filiera istituzionale che a Frosinone ha permesso di intervenire sulla gestione del fenomeno (leggi qui)
La materia è di competenza regionale, come il caso Frosinone bene evidenzia. Lì ad attivarla fu il presidente della Provincia. Nel Viterbese invece non sembra esserci determinazione nell’affrontare il tema. Intanto i bambini viterbesi giocano tra i cinghiali e i loro escrementi. Fatto che tira in ballo anche il sindaco della città che, nonostante sia vero che non ha poteri per intervenire direttamente, a questo punto ha l’obbligo o di chiudere il parco o di disporre le misure per assicurare una pulizia costante dalle feci degli animali selvatici (in quanto materia di salute pubblica) e al tempo stesso presidiare la pubblica incolumità magari dislocando sul posto la polizia locale.


















