Cinghiali, Regione Lazio autorizza l'abbattimento a Frosinone dopo le sollecitazioni del presidente della Provincia Di Stefano
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ROMA - Il provvedimento stima che debbano essere circa 200 i capi da abbattere ed approva l'abbattimento in regime di urgenza dei cinghiali feriti nei sinistri stradali.

ROMA – La Regione Lazio ha autorizzato l’abbattimento selettivo dei cinghiali nei Comuni che si trovano all’interno dell’Ambito Territoriale di Caccia numero 2 della provincia di Frosinone. Il provvedimento della Direzione Regionale Agricoltura è stato notificato alla prefettura, ai carabinieri, alla polizia provinciale ed all’Atc2.

Prende le mosse dalle sollecitazioni fatte in queste ultime ore dal presidente della Provincia Luca Di Stefano e dal presidente del Consiglio Provinciale Gianluca Quadrini, dopo che erano stati registrati diversi attacchi degli ungulati agli umani: una pensionata di Isola del Liri ed un uomo di Esperia sono finiti in ospedale con morsi e fratture.

Il provvedimento stima che debbano essere circa 200 i capi da abbattere ed approva l’abbattimento in regime di urgenza dei cinghiali feriti a causa di sinistri stradali nel comprensorio di competenza, l’intervento in situazioni impreviste e non programmabili, principalmente in orario notturno.

Quanto accaduto nell’area di Frosinone mette in chiaro la situazione sull’emergenza cinghiale. La competenza per la gestione è della Regione Lazio, che infatti è intervenuta sul caso Frosinone. Il presidente della Provincia può giocare un ruolo di pressione importante, quindi Romoli forte dell’azione condotta dal suo omologo, dovrebbe fare presente la pericolosità esistente anche nel Viterbese soprattutto per la sicurezza stradale. Il sindaco Frontini, in attesa che gli altri livelli si muovano sul modello Frosinone, può solo emanare ordinanze per scoraggiare la presenza: ancoraggio dei cassonetti, divieto di dare da mangiare, etc. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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