

ROMA – La Regione Lazio ha autorizzato l’abbattimento selettivo dei cinghiali nei Comuni che si trovano all’interno dell’Ambito Territoriale di Caccia numero 2 della provincia di Frosinone. Il provvedimento della Direzione Regionale Agricoltura è stato notificato alla prefettura, ai carabinieri, alla polizia provinciale ed all’Atc2.
Prende le mosse dalle sollecitazioni fatte in queste ultime ore dal presidente della Provincia Luca Di Stefano e dal presidente del Consiglio Provinciale Gianluca Quadrini, dopo che erano stati registrati diversi attacchi degli ungulati agli umani: una pensionata di Isola del Liri ed un uomo di Esperia sono finiti in ospedale con morsi e fratture.
Il provvedimento stima che debbano essere circa 200 i capi da abbattere ed approva l’abbattimento in regime di urgenza dei cinghiali feriti a causa di sinistri stradali nel comprensorio di competenza, l’intervento in situazioni impreviste e non programmabili, principalmente in orario notturno.
Quanto accaduto nell’area di Frosinone mette in chiaro la situazione sull’emergenza cinghiale. La competenza per la gestione è della Regione Lazio, che infatti è intervenuta sul caso Frosinone. Il presidente della Provincia può giocare un ruolo di pressione importante, quindi Romoli forte dell’azione condotta dal suo omologo, dovrebbe fare presente la pericolosità esistente anche nel Viterbese soprattutto per la sicurezza stradale. Il sindaco Frontini, in attesa che gli altri livelli si muovano sul modello Frosinone, può solo emanare ordinanze per scoraggiare la presenza: ancoraggio dei cassonetti, divieto di dare da mangiare, etc.

















