

VITERBO – Caro Tozzi (leggi qui), non sono un giornalista, sono un sociologo, cioè uno scienziato sociale. Tuttavia la divulgazione, la partecipazione ai dibattiti pubblici su argomenti sociali dedicati sono parte del mio mestiere, nel senso di mettere a diposizione del lettore o dell’interlocutore un repertorio di saperi, come quando si interroga un meteorologo o un oculista.
Se scrivo su un giornale evito di scrivere un articolo scientifico, con tanto di biliografia, quindi quando dico “ci sono ricerche che …”, senza farne un elenco, mi aspetto due cose: a) che se il lettore è interessato, se le vada a cercare nel dettaglio sulle riviste e nei saggi di settore, magari utilizzando proprio la A.I.; b) che mi faccia il favore di credere alle parole di un esperto che ha titolo per dare valutazioni, non opinioni. Il resto è conseguente. Gridare al lupo al lupo è socialmente utile, ma non deve diventare un modo per sterminare i lupi. Demonizzare il coltello è come guardare il dito che indica la luna invece che la luna. Dire che dietro ad AI c’è chi se ne arricchisce è un’ovvietà; capita anche quando si fa benzina, si acquista un buon vino, perfino quando si compra un giornale all’edicola.
Si chiama mercato libero, con le conseguenze positive e meno positive del caso, ma che sarebbe quanto meno “bradburyano” sostituire con una etica dirigistica. Quanto ai rischi che corrono i giovani sui social, forse se la famiglia impedisse ai tredicenni di scorrazzare per la città alle due di notte e la scuola formasse insegnanti al passo dei tempi, il coltello (e non il punteruolo, sono cose fatte per svolgere compiti diversi) starebbe più in cucina che nelle mani del frustrato di turno (maggiorenne o minorenne che sia). Che poi lei abbia articolato un pensiero utilizzando la A.I. a vantaggio delle sue idee (escludo che sia accaduto il contrario) mi convince ancora una volta della manipolabilità del coltello. Sorvolo sulle altre sue considerazioni, non mi interessano gli scambi di fioretto intellettuale fini a se stessi. Per me, la discussione finisce qui, prima che si trasformi in una sorta di ring intellettuale da salotto buono.

















