
Caro Giulio,
la critica è costruttiva mentre la polemica nociva e dannosa. Voglio partire da questa evidenza nel replicare al tuo intervento (leggi qui), per il quale ti ringrazio. Viterbo non è una piazza dove c’è molta critica, anzi ne siamo piuttosto carenti. L’unica cosa che abbonda è la polemica. Il giornalismo viterbese ne è infettato al punto che non esistono da tempo approfondimenti, inchieste su questioni d’interesse pubblico ma siamo arrivati al “foto-buca” e al “foto-erba”. E chi scrive ha curato, un decennio fa su un giornale cartaceo locale, proprio una rubrica chiamata “foto-buca”. Quindi critico anche me stesso.
L’editoriale (leggi qui) che ho avuto volontà di scrivere sull’interessamento (improvviso) della politica locale al tema del turismo non ha gli attributi della polemica ma della critica, per questo lo ritengo prezioso. Così come preziosi sono puntualmente gli interventi del professor Mattioli, capaci di critica ma sani perché liberi dalla polemica.
Mi domando se non sia un polemico chi polemizza su chi fa la critica (e in questo caso mi riferisco al tuo intervento, dandoti non velatamente del polemico). Forse questa città, a forza di tenerla stretta al cuore, sta iniziando ad attaccarti i suoi vizi. Succede, non facciamone una tragedia.
Veniamo a quella che tu chiami una proposta sul turismo che comprende tre punti. Di seguito intendo “smontare” questi pezzi del tuo ragionamento, ritenendoli per vari motivi più che inutili dannosi al ragionamento generale che intendevo aprire.
Parli della creazione di un super assessore al Turismo che poi definisci Project manager. Hai mai visto sulla scena politica viterbese un project manager? Personalmente ho visto professori di educazione fisica, impiegati di vari enti, vivaisti, medici e genti delle più svariate professioni ma mai un project manager. Era il motivo per cui ho voluto scrivere l’editoriale da cui tutto è partito. La politica viterbese non ha un livello tecnico adeguato e affronta questioni tecniche con la logica della politica, come ti ha voluto evidenziare anche il professore Mattioli.
Quindi il tuo super assessore o è un tecnico o farà una serie di errori di base. E sbagliare è peggio di non fare nulla. Poi uno dei tuoi assiomi è Alessandro Romoli che si spenda per la crescita del turismo nella Tuscia. Consigliamo ad Alessandro Romoli più che a spendersi a “spendere” in turismo ma bene. E anche qui torniamo all’importanza del livello tecnico. Quindi proponi, ritenendolo una soluzione, Simone Precoma alla guida dello sviluppo culturale turistico di Viterbo. Ti chiedo come hai individuato questo nome? Che caratteristiche abbia? E i criteri di selezione rispetto ad altre opzioni possibili. Personalmente farei un bando per individuare una figura simile e difficilmente verrebbe vinto da un viterbese. Poi chiedi, ancora battendo il tasto della politica, che Marini abbia un ruolo nella candidatura di Viterbo Capitale Europea della Cultura. Ritengo che piuttosto che auspicarsi la presenza di Marini (a cui vogliamo bene e riconosciamo i meriti che ha) sarebbe ottima cosa immaginare che a curare il progetto fosse una società di livello specializzata in questo tipo di azioni.
Chiudendo rimango fermo sulla convinzione che lo sviluppo turistico sia un fatto tecnico e non politico. L’unica intelligenza che può avere la politica è quella di mettere i denari e scegliere i migliori tecnici su piazza e infine ascoltarli e realizzare quanto propongono. Il tutto possibilmente senza cercare di inseguire il tossico consenso elettorale. Tanto utile a urne aperte quanto dannoso nei cinque anni a seguire.
Una battuta sulla tua americanità. Mi verrebbe da dire “tu vo fa’ l’americano, ma sei nato in Italy”. Continui infatti, nonostante la grande occasione di vivere nel regno del libero mercato e della meritocrazia, a guardare alla politica come soluzione di questioni tecniche. Caro Giulio, non lo è mai. L’arretratezza dello sviluppo turistico della Tuscia (con un paio di eccezioni in Bagnoregio e Bolsena) ne è la prova.


















