Autismo, un faro per le famiglie: apre il Centro Diurno Campo delle Rose
campo delle rose 4
Masicar800x120-optimize
Sabato 12 settembre 2026, alle ore undici, si apre quel nuovo rifugio di pietra e speranza nato per dare un nome, un volto e un futuro ai ragazzi con autismo e disturbi del neurosviluppo. Una storia di risposte concrete e di anime che non vogliono più restare sole nel silenzio delle periferie.

VITERBO – Ci sono luoghi sulla terra che a guardarli sulla mappa sembrano insignificanti: un indirizzo come tanti, una strada dal nome gentile e fiorito — Strada Campo delle Rose — che si perde tra le pieghe della periferia viterbese. Ma la geografia, si sa, è una scienza ingannatrice. Perché proprio lì, dove la città finisce e comincia il mistero della campagna, sabato 12 settembre, alle undici in punto, si aprirà una porta che cambierà per sempre il confine tra l’indifferenza e il destino.

Non è la solenne inaugurazione di un palazzo di potere, né il taglio di un nastro destinato a finire negli archivi polverosi della burocrazia. È qualcosa di molto più raro e fragile: la nascita di un Centro Diurno pensato e voluto per chi porta sulle spalle il peso invisibile della disabilità mentale, con un occhio teso e fraterno verso quei giovani intrappolati nel labirinto dell’autismo e dei disturbi del neurosviluppo.

Chi non ha mai guardato negli occhi un ragazzo autistico non sa cosa sia il tempo sospeso. Per loro il mondo là fuori corre troppo in fretta, con quel suo frastuono di motori, di parole inutili e di corse affannate verso il nulla. Vivono in un universo parallelo, fatto di geometrie segrete, di silenzi densi come muri di tufo e di improvvise tempeste che nessuno, se non chi li ama disperatamente, riesce a decifrare. E il dramma più grande, per le famiglie, non è la fatica dei giorni o la stanchezza delle notti insonne; è la paura del domani. Quella domanda muta che pesa come un macigno sul cuore di ogni madre e di ogni padre: “Quando noi non ci saremo più, chi si curerà di lui? Chi lo terrà per mano?”.

Ecco, questo nuovo centro che sorge in Strada Campo delle Rose prova a dare a quella domanda una risposta che non profuma di carta bollata, ma di umanità viva. Non un semplice parcheggio per anime sole, ma una fucina di autonomia, un luogo dove ogni ragazzo possa trovare il proprio passo, la propria voce, il proprio modo di stare al mondo senza sentirsi un peso o un’ombra.

Sabato mattina, quando le autorità istituzionali, i promotori e i giornalisti varcheranno quella soglia, ci sarà il consueto sfarzo di telecamere, i flash dei fotografi, le interviste di rito. Si parlerà di “modello innovativo di inclusione sociale”, di “risposte concrete”, di traguardi fondamentali per la comunità. Formule giuste, necessarie, che servono a dare dignità istituzionale a un’opera che profuma di Vangelo laico.

Ma dietro la cronaca ufficiale, al di là dei taccuini aperti e delle dichiarazioni ufficiali, ci sarà qualcos’altro. Ci sarà il silenzio trepidante di chi spera che questo non sia l’ennesimo ufficio della speranza tradita, ma una casa vera. Una casa dove i percorsi personalizzati non siano parole stampate su un dépliant patinato, ma sguardi che si incrociano, mani che stringono altre mani, laboratori dove la creta prende forma e dove la mente, spesso prigioniera di se stessa, trova finalmente un varco per respirare.

Sabato alle undici, in quel campo che di nome fa Campo delle Rose, fiorisce finalmente qualcosa che assomiglia alla giustizia. E forse, lassù nel cielo indifferente di settembre, qualcuno si è fermato a guardare.

Fisioterapy Center 800x120
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
domenicale post
Onda
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
monastero interno
Fune 300x300
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
POST FB 02
asvis 2