I nostri figli hanno il diritto di camminare tranquilli verso scuola. Senza l'incubo di essere puntati, senza la paura che una semplice discesa si trasformi in una trappola. Perché una città che non protegge i suoi ragazzi è una città che ha già smarrito la sua strada.

Il supermercato Okay non esiste più da tempo, i tempi sono corsi via, ma per tanti viterbesi, passando da quelle parti, resta ancora l'eco di quel set frenetico.

"Clean Garden" non è solo un’operazione di polizia, è un richiamo alla responsabilità. Perché dietro ogni cessione, dietro ogni panetto di hashish o dose di eroina, non c’è solo un reato. C’è una scia di vite a rischio, c’è la sicurezza di un parco pubblico che appartiene ai cittadini e che non può essere teatro di un mercato di morte.

Oggi, guardando a questo Palio, non dobbiamo compiere l’errore di cercarvi solo la rievocazione folcloristica.

I proprietari degli animali hanno già formalizzato la denuncia presso le autorità competenti, avviando di fatto l'iter giudiziario.

Dall’era Arena all’amministrazione Frontini, il marciapiede rimane transennato e pericolante.

Un raggio di 500 metri è stato interdetto a qualunque attività. Niente barche, niente pesca, niente immersioni. Il mare, in quel tratto di costa, è diventato una zona rossa, sospesa nell’attesa dell’arrivo degli artificieri.

Viterbo protagonista sulla scena internazionale: la sindaca Chiara Frontini guiderà la delegazione Anci al vertice "Urban 7" di Nancy, in programma il 3 e 4 giugno. Un’occasione strategica per portare le istanze dei Comuni italiani al tavolo dei grandi Paesi del G7, rivendicando il ruolo cruciale delle amministrazioni locali nelle decisioni che disegnano il futuro globale.

Dalla disfatta di Giampieri junior al tramonto politico di Giampieri senior il passo sembra essere brevissimo. Questione di giorni, forse di ore. All’interno del corpaccione della fiamma tricolore viterbese la situazione è diventata incandescente, con i telefoni che bollono e le diverse anime del partito pronte a ridisegnare gli equilibri del potere locale.

Non è una novità, sia chiaro. È una storia che si ripete ciclicamente, una ferita aperta che nessuno sembra in grado di sanare definitivamente. Mentre la politica parla di potenziamento e di infrastrutture del futuro, chi ogni mattina deve timbrare il cartellino a Roma o a Civita Castellana si ritrova a fare i conti con la dura realtà della terra di mezzo.

















