Il "muro della vergogna" di via della Pila bloccato da anni di rimpalli politici
Via della Pila
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Dall’era Arena all’amministrazione Frontini, il marciapiede rimane transennato e pericolante.

VITERBO – È un simbolo ormai consolidato di inerzia burocratica e promesse mancate. Il marciapiede di via della Pila, da anni inaccessibile ai pedoni a causa di un muro pericolante, continua a rappresentare un vulnus per la sicurezza urbana. Una ferita aperta che ha attraversato due diverse consiliature — quella guidata da Giovanni Arena e l’attuale amministrazione Frontini — senza mai trovare una soluzione definitiva.

La verità dell’Ater e l’ombra dell’inefficienza

Il nodo della vicenda, per anni giustificato dalla necessità di trovare un “accordo complesso” tra privati e Ater, è stato sciolto da una nota ufficiale dell’Ater. L’ente ha messo nero su bianco la propria estraneità alla responsabilità dell’opera, rivelando un dettaglio che ha del clamoroso: il Comune di Viterbo sarebbe a conoscenza della reale titolarità di quel tratto di muro addirittura dal 1962.

Una rivelazione che trasforma anni di attesa in anni di tempo prezioso sprecato. A denunciare con forza l’accaduto è la consigliera comunale del Partito Democratico, Alessandra Troncarelli, che da tempo monitora il dossier con continue interrogazioni e solleciti.

L’attacco di Troncarelli: “Si è lavorato a compartimenti stagni?”

La consigliera dem non usa giri di parole per commentare lo scenario emerso: “Ci sono voluti quasi due anni di mie interrogazioni e sollecitazioni per arrivare a chiarire la competenza di quel tratto murario. Abbiamo perso anni solo per decifrare una proprietà che, a quanto pare, era già nota da decenni”.

Il mirino di Troncarelli si sposta sulla gestione dell’attuale amministrazione, in particolare sull’operato dell’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris: “Ad ogni mia interrogazione, l’assessore Floris ha ripetuto lo stesso copione, parlando di accordi tra privati e Ater e di ipotesi di lavori in danno. Ma se i due enti si fossero parlati chiaramente fin da subito, se ci fosse stato un tavolo tecnico o un confronto diretto, avremmo risolto il problema a tutela dei cittadini”.

Il sospetto, sollevato dalla consigliera, è che si sia proceduto “a compartimenti stagni”, senza quel dialogo inter-istituzionale necessario a gestire le criticità del territorio.

Il futuro: ora servono i fondi

Dopo anni di rimpalli, la questione approda ora a una richiesta concreta. Per Troncarelli, il tempo delle chiacchiere è scaduto: “A questo punto è necessario, nella prossima variazione di bilancio, stanziare fondi specifici per mettere la parola fine a questa vicenda”.

La palla passa dunque all’amministrazione Frontini, chiamata a decidere se continuare a navigare nell’incertezza burocratica o se assumersi l’onere finanziario di un intervento che, prima di essere una questione di bilancio, è un atto dovuto verso la sicurezza dei cittadini di Viterbo. Il muro di via della Pila, nel frattempo, rimane lì: un testimone silenzioso di un rimpallo politico che non ha fatto altro che trascurare, per troppo tempo, il bene comune.

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Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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