Annullate le Alcoliadi e Schirripa torna all'attacco
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In seguito alle polemiche che hanno coinvolto la manifestazione organizzata da Michele Schirripa in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Redbull e una ventina di locali viterbesi, la decisione di stoppare l'iniziativa
“Queste Alcoliadi non s’han da fare, o forse domani o forse mai”. In seguito alle polemiche che hanno coinvolto la manifestazione organizzata da Michele Schirripa in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Redbull e una ventina di locali viterbesi, la decisione di stoppare l’iniziativa. “La competizione più discussa, giudicata, criticata e al tempo stesso ignorata – ha scritto Schirripa – sarà annullata. Le ragioni sono di ordine pubblico, le ragioni sono dare spazio ancora una volta a leggi anacronistiche e poco aderenti alla realtà attuale, le ragioni scaturiscono da una comunicazione troppo forte, le ragioni risiedono nel titolo Alcoliadi, termine così forte e così giovane. Ma se volessimo riassumere la ragione madre possiamo semplicemente dire che il nostro è un paese per vecchi e Viterbo non fa nulla per uscire dagli schemi”.
Schirripa torna a spiegare poi le finalità della sua idea che “non incita all’alcolismo, non vuole assolutamente determinare incidenti di sorta, non ha lo scopo di minare l’ordine pubblico. Molti si sono eretti a giudici e hanno espresso la loro sentenza senza nemmeno informarsi”.
Schirripa poi provoca cambiando la comunicazione, trasformandola il “politicamente corretta”, ovvero “quella che probabilmente la società avrebbe voluto sentire” (leggi sotto).
“Annulliamo quindi l’evento – ha concluso – per manifesta impossibilità di evoluzione. Non siamo arrivati ancora ad una cultura 2.0 ma ci piace ancorarci a quelle sicurezze e dogmi che hanno reso questo paese così bello e prospero, così informato e così funzionante”.
La comunicazione politicamente corretta
Le regole sono semplici: tre bevitori e un guidatore/un cameramen sobrio che li accompagni durante questo viaggio a tappe dove ci si ferma a bere un long drink. Questo viene giudicato e successivamente si prende una busta con la nuova meta. Ogni bevitore decide quale è il cocktail che berrà per primo e tutte le successive 4 bevute saranno con lo stesso. Al termine del tour ci si ritrova al parcheggio del Milk, dove ha inizio la competizione fisica. Ci saranno semplici giochi da Affrontare che sanciranno i vincitori e tutte le squadre saranno filmate durante queste prove anche dal personale addetto ai lavori. 
Partenza ore 22.30; arrivo al milk intorno alle 23.45. 45 minuti di competizione e poi volendo la serata continua con il classico dj set offerto dalle varie discoteche. Verrà realizzato un cortometraggio informativo. 
Andiamo ad analizzare punto per punto:
– Un Guidatore sobrio: nessuno (spero) crede nel proibizionismo totale, penso che quello che sia importante ad oggi è principalmente rendere le strade sicure. Vogliamo con la ripresa da parte del guidatore far vedere il suo punto di vista, renderlo protagonista e artefice stesso della serata.
-La Scelta dell’alcolico: dare importanza alla differenza tra bere un solo superalcolico per tutta la sera o ingerirne vari e diversi.
-Le successive 4 bevute: le riprese continue servono a far notare gli effetti dell’alcol sulle persone durante l’assunzione. 
-La competizione fisica che sancisce il vincitore: lo scopo non è capire chi beve di più, cosa che non ci interessa, ma mostrare come vengono affrontate le prove da chi abbia bevuto, paragonando questa prestazione con quella di una persona sobria. Si tratta di tirare una palla in un cesto, salire su un gonfiabile da bambini, colpire dei birilli, stare in piedi su una gamba sola, camminare su una linea dritta. 
-Il Cortometraggio: credo sia scontato che parlerà di come da sobri si riesca senza difficoltà in certe cose mentre da ubriachi le capacità motorie, cognitive e percettive subiscano dei mutamenti che di fatto rendono complicati anche gesti abbastanza semplici (figuriamoci la guida).
 
Una comunicazione così non mi piaceva, una comunicazione cosi non avrebbe attratto i giovani, una comunicazione cosi sarebbe stata la solita che una generazione pretende di propinare ad un’altra (e che mi pare abbia fino adesso avuto scarsi risultati).
Pensavo che dare spazio alle novità potesse essere interessante e magari attrarre quei destinatari che normalmente si disinteressano circa queste tematiche. Ma tutto questo non è possibile, troppo forte l’oggetto per parlarne così. 
Mi sento comunque di ringraziare: 
-Le attività che hanno creduto nella bontà di questa iniziativa: Baretto dell’amore, Blitz cafè, Caffè delle arti, Chic, Coutry Cafè, D-white, Glitter caffè, Grandori, Green Corner, Happiness, Magnamagna, Movie Cafè, Old Manners, Otium cafè, Xo e Zaporea.
-Le discoteche Class Club (The family), Milk club e Subway che hanno messo a disposizione sia lo staff sia si sono esposti in prima persona per sostenere una iniziativa forte e nuova.
-La disponibilità concessa della Croce Rossa Italiana per garantire la sicurezza di tutti.
-I media che credono nell’inchiesta prima del giudizio arbitrario per accaparrare un paio di consensi.
– La Red bull, nello specifico fabio e alessandro,  che hanno creduto nel progetto fin dalla fase embrionale.
 
Non mi sento di giudicare,  ma non posso di sicuro ringraziare chi mi ha attaccato nei vari gruppi di facebook senza mai chiamarmi in causa, nonostante fosse chiaramente riportato il mio nome, cognome e numero di telefono nell’evento e nella pagina fan.
Io credo si sia persa un’occasione per essere all’avanguardia nel mondo della comunicazione, ma questo è solo il pensiero di una persona di 29 anni che vive la città sia di giorno sia di notte, quindi in fondo non adatta a gestire questa tematica. Spero che questi paladini da tastiera, questi esperti sociologi e intellettuali etruschi che mi hanno dato dello stupido e zucca vuota (per usare un eufemismo) lavorino per dare soluzioni efficaci al problema avendolo preso tanto a cuore, perché in fondo c’è un problema da risolvere e quello dovrebbe essere più importante rispetto il raggiungere 15 minuti di popolarità, che Andy Warhol aveva ipotizzato per il futuro, denigrando il tentativo degli altri.
 
Con sincerità 
Michele Schirripa
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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