Arrivano le Alcoliadi: cosa c'è dietro l'evento a cui parteciperà anche la Croce Rossa
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"L'evento servirà per far capire l'importanza di avere un guidatore sobrio". Parola all'organizzatore Michele Schirripa

A Viterbo arrivano le Alcoliadi. Un nome forte per un evento che farà discutere. Trattasi di “una competizione fisica a base alcolica” che si svolgerà il 13 maggio prossimo. Quel che sorprende a una prima lettura della descrizione dell’evento è che si possa prevedere una competizione di questo genere con la partecipazione della Croce Rossa Italiana.

Un evento, ha spiegato a La Fune l’organizzatore Michele Schirripa, “che va nella direzione opposta di quel che ci criticano. Il guidatore sobrio è il protagonista della serata, girerà dei video e senza di lui non si può fare nulla”. Nella squadra infatti ci sarà anche una persona che avrà l’unico compito di accompagnare i propri compagni.

“Ognuno berrà 4 o 5 drink leggeri – ha continuato – e alla fine ci saranno dei giochi che evidenzieranno l’importanza di avere una persona sobria alla guida, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca”. I drink, per ogni concorrente, saranno tutti uguali “perché la cultura del bere non è abbastanza diffusa e si beve mischiando”. In fondo al percorso anche la Croce Rossa Italia che diffonderà del materiale sul bere consapevole.

Insomma dopo una seconda lettura si capisce che l’intenzione è quella di creare un evento che possa insegnare in maniera trasversale senza annoiare, che possa parlare ai giovani senza allontanarli. Un evento ispirato a delle campagne innovative che arrivano dall’Europa. Perché tutto ciò non è stato spiegato? “Sono consapevole – ha concluso – del rischio di non spiegare tutto prima dell’evento, ma preferivo farlo dopo”.

Metodo efficace? Via al dibattito.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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