Alla fine Rossi lo ha ammesso: avevamo ragione noi
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Insomma alla fine Filippo Rossi ha dato ragione a noi provinciamboli. Scusate, Funamboli. Per settmimane abbiamo chiesto all'amministrazione e al "suo" assessore Giacomo Barelli se pensavano di portare turisti a Viterbo senza pianificare né tantomeno investire sulla comunicazione [...]

Insomma alla fine Filippo Rossi ha dato ragione a noi provinciamboli. Scusate, Funamboli. Per settimane abbiamo chiesto all’amministrazione e al “suo” assessore Giacomo Barelli se pensavano di portare turisti a Viterbo senza pianificare né tantomeno investire sulla comunicazione delle manifestazioni organizzate. Lo abbiamo chiesto quando sono state spese decine di migliaia di euro per parrocchie nel deserto, e continuiamo a chiederlo ora.

Ad esempio sulla mostra delle opere di Sebastiamo Del Piombo avevamo domandato “nano-manifesti per pubblicizzare uno degli eventi di punta del Natale viterbese 2013. Perché?”, del Festival delle Luci Luminaria avevamo chiesto “c’è abbastanza tempo per attivare, qualora qualcuno l’avesse prevista, una comunicazione efficace dell’evento?”, ma non solo. La domanda l’avevamo fatta anche per la stagione teatrale che è in pieno svolgimento facendo notare che nel bando “non c’è niente nulla per la comunicazione, né per l’ufficio stampa”.

Detto ciò ci sentiamo di ringraziare vivamente Filippo Rossi per averci indirettamente e finalmente dato ragione. Il comune ha buttato via dei soldi grazie alle scelte scellerate di alcuni personaggi. Il problema è che non serviva arrivare a marzo per capirlo, i flop erano annunciati e gli sprechi evitabilissimi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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