Festival delle luci, chi penserà alla pubblicità dell'evento per portare turisti?
Festival delle Luci di Lione
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Voci di popolo raccontano che già prima della pubblicazione dell'avviso pubblico alcuni professionisti cittadini si aggirassero per le vie del centro storico con l'intento di fare delle prove d'illuminazione.
Festival delle Luci di Lione

L’assegnazione del primo Festival delle Luci della città di Viterbo è andata. Versione etrusca, speriamo non “scimmiottamento”, del blasonato Festival delle Luci di Lione. Due le domande in risposta all’avviso pubblico del Comune. Vincente quella di Audiotime, scartata quella del Gruppo Carramusa, considerata dagli uffici del Comune incompleta e alla fine della fiera più costosa.

L’avviso pubblico per partecipare alla gara d’affidamento per la realizzazione degli effetti luminosi in sei piazze del capoluogo della Tuscia è scaduto sabato 7 dicembre alle ore 12. Gli interessati hanno dovuto fornire agli uffici comunali le offerte, corredate da un rendering in formato elettronico su supporto informatico (cd, penna usb, ecc.) e da schede tecniche dei prodotti che verranno utilizzati.

Si tratta della prima edizione dell’iniziativa che, qualora avesse fortuna, potrebbe divenire un appuntamento fisso del Natale viterbese. Per l’edizione 2013 è stata prevista una durata dal 20 dicembre al 6 gennaio 2014. Durata che non convince molto, considerando che proprio a Lione il Festival dura tre/quattro giorni. Sapremo noi essere più bravi dei francesi? Ai posteri l’ardua sentenza.

Le richieste di Palazzo dei Priori: sei piazze luminose 

Nell’avviso il Comune ha tenuto a indicare il lavoro che ha intenzione di vedere realizzato: per mettere in evidenza le caratteristiche del palazzo comunale, all’interno del porticato di palazzo dei Priori, verranno installati dei fari scenografici. Sulla facciata verranno poi proiettate delle immagini di promozione del territorio che contribuiranno a creare l’effetto natalizio prodotto dai giochi di luce presenti e dall’albero che sarà in piazza. In piazza del Gesù ci saranno dei giochi di luce attraverso l’installazione di fari che metteranno in evidenza le particolarità della fontana e una serie di fasci colorati che andranno a illuminare la facciata della chiesa di San Silvestro. Bifore illuminate e giochi di luce in tutta piazza San Lorenzo, con l’installazione di fari architetturali e a testa mobile sul palazzo di Valentino della Pagnotta e sul campanile del Duomo. Anche sulla cattedrale saranno proiettate delle immagini natalizie. Nel quartiere medievale di San Pellegrino saranno due le piazze in festa: San Carluccio e San Pellegrino. Nella prima verrà ricreato un presepe luminoso, mentre nella seconda verrà realizzato un video mapping sulla chiesa che permetterà di esaltare e ricreare l’epoca medievale del quartiere. Spostandosi verso Porta Romana ecco piazza Fontana Grande, dove la fontana del Sepale sarà la protagonista grazie a una serie di giochi di luce che metteranno in risalto la sua bellezza. Anche la chiesa dei santi Giuseppe e Teresa dei Carmelitani scalzi sarà illuminata attraverso l’installazione di fari architetturali.

Le “male lingue”

Voci di popolo raccontano che già prima della pubblicazione dell’avviso pubblico alcuni professionisti cittadini si aggirassero per le vie del centro storico con l’intento di fare delle prove d’illuminazione. C’è chi dice di avere anche scattato delle foto a riguardo ma nessuno sembra avere intenzione di diffonderle e renderle pubbliche. Durante il consiglio comunale di giovedì, di fronte all’opposizione che ha sollevato la questione, il sindaco Michelini ha chiuso il confronto così: “Rischiamo di cadere nel ridicolo”.

Gli interrogativi

L’idea potrebbe anche essere buona, anzi sicuramente lo sarà. In diversi però si stanno domandando che cifra sia stata inserita, dai presentatori dell’offerta all’avviso pubblico, per la comunicazione e pubblicità dell’appuntamento. Se è vero, come è vero, che questa idea del Festival delle luci di Viterbo nasce per attirare turisti nel capoluogo della Tuscia la spesa in comunicazione dovrà essere un requisito fondamentale per la buona riuscita dell’esperimento. Se non risultasse alcuna voce di spesa in comunicazione e pubblicità e se lo stesso Comune non ci avesse pensato allora è difficile immaginare un successo di pubblico per l’appuntamento. Il che sarebbe veramente grave, viste le diverse decine di migliaia di euro investite sull’iniziativa. Altra perplessità, sempre sul fronte comunicazione dell’evento, riguarda i tempi. C’è abbastanza tempo per attivare, qualora qualcuno l’avesse prevista, una comunicazione efficace dell’evento?

Non è che alla fine della fiera questo appuntamento pensato per portare turisti in città rischia di restare semisconosciuto? Se così fosse, sarebbe imperdonabile e poco lungimirante averci investito circa 70mila euro. Agli organizzatori del Festival o al limite agli amministratori di Palazzo dei Priori sta dimostrare l’infondatezza di questo timore.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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