

TARQUINIA – Registriamo un piccolo prodigio della burocrazia che funziona: a Tarquinia Lido, dopo anni di deserto e di serrande sbarbate dalla ruggine, nell’estate del 2027 riaprirà l’edicola. Avete capito bene. Non un centro commerciale, non l’ennesimo bar di fritti e bibite gassate, ma un chiosco di giornali.
La vicenda, comunicata dal Comune con una punta di orgoglio che non guasta, merita due righe di cronaca. Per troppo tempo il lungomare di fronte a viale dei Tritoni è rimasto orfano di quel piccolo presidio di civiltà che è l’edicola. Un buco nero nel tessuto urbano, uno stabile comunale abbandonato alle intemperie e alla malinconia. Poi, la provvidenza laica di un bando pubblico ha fatto il suo dovere. Un’impresa ha vinto la gara, metterà mano al portafoglio, ristrutturerà l’immobile e restituirà ai bagnanti e ai residenti la possibilità di comprare un quotidiano senza dover fare i pellegrini.
Il sindaco Francesco Sposetti allarga le braccia soddisfatto: si recupera un patrimonio pubblico, si dà ossigeno alla vivibilità del Lido e si creano pure nuove opportunità economiche e occupazionali. Gli fa eco l’assessore al Demanio Andrea Andreani, che ringrazia gli uffici (evento raro quanto un fossile di trilobite in ottimo stato).
Ha dell’incredibile, lo so. In un’epoca in cui si chiudono botteghe e si celebrano funerali digitali, qui si riapre un chiosco di carta stampata. I malpensanti diranno che è una goccia nel mare, un’operazione nostalgica. Noi diciamo che è un segno di civiltà. Perché un paese che torna a comprare i giornali in spiaggia è un paese che, malgrado tutto, ha ancora voglia di leggere e di capire. E per una volta, tanto di cappello a Tarquinia.


















