Questo diavolaccio indigeno, intento a divorare i dannati per poi evacuare le loro anime tormentate direttamente nella fornace eterna, possiede un fascino rustico, diretto, quasi teatrale.
di Roberto Pomi

Piantare qualche decina di alberi non basta a rendere sostenibile un territorio che continua a consumare suolo, produrre traffico e spendere risorse in iniziative effimere. Se l’ambiente è davvero una priorità deve entrare nei bilanci, nelle scelte urbanistiche e nei criteri con cui si distribuiscono i finanziamenti pubblici.

Tenetelo a mente, cari lettori de La Fune, la prossima volta che il vostro telefono trillerà per battere cassa. Il progresso è una gran bella cosa, certo. Ma il vecchio, caro dubbio metodico non ha ancora bisogno di aggiornamenti di sistema.

Con questo maxi-trasferimento, Mammagialla volta pagina. La struttura viterbese si libera così da uno dei suoi reparti più complessi e delicati da gestire, mentre il baricentro del carcere duro italiano si sposta definitivamente oltre il Tirreno.

Ora la partita si sposta sui tavoli della politica e dei ristori. Perché tra il prezzo al quintale da spuntare sul mercato e i danni contati nei campi finiti sotto il fango, la felicità per il raccolto ritrovato rischia di durare troppo poco.

Un reperto di straordinaria fattura che va ad aggiungersi ai numerosi manufatti in bronzo scoperti nel corso delle indagini svolte nel 2025, confermando ancora una volta la ricchezza e l'importanza scientifica dell'insediamento.

Non un euro è stato speso per sistemare e dare dignità all’unico parco pubblico presente. Non un centesimo delle casse comunali è stato investito per sistemare marciapiedi, strisce pedonali. Niente è stato fatto per migliorare la situazione parcheggi.
di Roberto Pomi

Il verde pubblico è un investimento. Ma, come ogni investimento, richiede cura per poter durare. Altrimenti, un parco inaridito — tra alberi pericolanti, vegetazione abbandonata, sporcizia e strutture fatiscenti — resta soltanto un segno di inciviltà.

Il motto di quest’anno parla chiaro: «Piantare alberi per coltivare la speranza».

Una riflessione su come i territori possano prepararsi per trasformare un grande investimento tecnologico in una leva di sviluppo duraturo.

















