La sostenibilità riguarda prima di tutto la possibilità delle persone di continuare a vivere qui.

Intervista immaginaria a Lorenzo Ferri, tipografo antifascista viterbese, nei giorni immediatamente successivi alla liberazione della città.

Tra il 1943 e il 1944 la guerra entrò nelle case, distrusse edifici e monumenti, provocò oltre mille vittime e lasciò alla ricostruzione il compito di decidere quale città riportare in vita.
di Romero

Avrete notato che nella seconda parte i nomi sono al contrario, come altre cose… tranne il nome del cagnolino, che non a caso è palindromo. Forse Kikkik ha un ruolo non secondario in questa vicenda che è, chiaramente, una questione di multiverso, di mondi paralleli…
di Roberto Pomi

Alle ventuno in punto l’ordine secco del Capofacchino romperà il silenzio: «Sotto col ciuffo e fermi!». Lì, la stanchezza cesserà d'essere una fatica e diventerà un solenne dovere.

Nella sala di Palazzo dei Priori, tra i fogli della presentazione ufficiale di questo giovedì di fine agosto, il passato non è una polverosa ricorrenza: è un conto alla rovescia che bussa alle porte. Massimo Mecarini, custode e timoniere del Sodalizio dei facchini, lo sa bene.

Sulle spalle dei Facchini, e nel cuore di tutti i viterbesi, sfileranno la storia, la grandezza e l'amore di un uomo che, ovunque lo abbia portato la vita, non ha mai smesso di appartenere a Viterbo.
di Roberto Pomi

Sabato 29 agosto il quartiere rinnoverà una delle tradizioni più amate della città. Sessantasei giovani Facchini agli ordini del Capofacchino Angelo Loddo per l’ultimo Trasporto di “Armonia Celeste”.
di redazione

La notizia ha rapidamente fatto il giro del Paese, suscitando profonda preoccupazione nel mondo politico, tra i sostenitori e nelle comunità locali — a partire da quella della Tuscia — che in questi anni hanno seguito da vicino il suo percorso.
di redazione

Oggi, camminando per Viterbo, qualcuno potrebbe pensare che le tracce di Vittoria siano svanite. Errore. Vittoria Colonna non ha lasciato monumenti di marmo, ha lasciato un’impronta etica. Ha dimostrato che si può essere potenti senza cercare il potere, e che la solitudine – se vissuta con la dignità di una donna che sa leggere il proprio tempo – è la più alta forma di compagnia.
di Roberto Pomi

















