400 Parole - Sparizioni
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Avrete notato che nella seconda parte i nomi sono al contrario, come altre cose… tranne il nome del cagnolino, che non a caso è palindromo. Forse Kikkik ha un ruolo non secondario in questa vicenda che è, chiaramente, una questione di multiverso, di mondi paralleli…

400 PAROLE – Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.

Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.

Anche questa settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.

 


 

Accidenti! – esclama Roberto, mettendosi a ginocchioni di fronte alla moderna cassettiera di colore nero lucido che sta vis-à-vis con il divano.

Che succede? – chiede Martina con noncuranza, mentre giochicchia con il cagnolino di casa, un chihuahua bianco e nero di nome Kikkik.

Per sbaglio ho dato un calcio alla stella marina di pezza di Kikkik… e adesso non riesco a trovarla…

E la cerchi lì sotto? – chiede Martina, continuando a giocare con il chihuahua.

Eh, sì, l’ho vista scivolare lì sotto… ma adesso non riesco a individuarla…

Martina con un sospiro si alza dal divano, va a prendere una torcia elettrica e la porge a Roberto:

Prova con questa, vedrai che ritrovi la stella…

Grazie – farfuglia Roberto, che si mette ad armeggiare con la torcia.

Qui sotto non c’è un bel niente – sentenzia rialzandosi a fatica.

Beh, sarà finita sotto il divano…

Roberto sposta il divano, ma non trova nulla.

La stella si è volatilizzata – sospira, aprendo le braccia sconcertato.

Martina resta per un momento perplessa, a riflettere:

Magari è andata a finire sotto la cristalliera… o sotto il mobile della tv…

Roberto annuisce e, di nuovo carponi, ispeziona lo spazio sotto la cristalliera e sotto il mobile della tv, senza successo.

Ma dove diavolo è andata a finire, ‘sta stella?! – esclama esausto e deluso.

Martina fa un sospiro, poi lo prende per un braccio e lo scuote dolcemente:

Roby, lascia stare; adesso andiamo a letto e domani cerchiamo meglio…

Sì, ma dove è andata a finire… – protesta debolmente Roberto, facendosi guidare dalla moglie.

Kikkik li guarda con uno strano sguardo soddisfatto.

°°°°

Otrebor fissa il pavimento nei pressi della moderna cassettiera di colore bianco lucido che sta vis-à-vis con il divano:

Anitram, ma che è quel coso lì? – chiede indicando una stella marina di pezza che fa capolino da sotto il mobile.

Anitram, che sta giochicchiando con un chihuahua nero e bianco di nome Kikkik, getta uno sguardo nella direzione indicata dal marito e fa una smorfia:

Non ne idea… – poi ha come un’ispirazione: – Vuoi vedere che è un giocattolo del pupo di Anomis…

Otrebor resta un attimo a meditare, poi scuote la testa:

E quando glielo restituiamo… sono partiti per il Sud…

E vabbè, ce lo teniamo e ci facciamo giocare Kikkik – sentenzia Anitram stringendosi nelle spalle.

Kikkik li guarda con uno strano sguardo soddisfatto.

 

 

Avrete notato che nella seconda parte i nomi sono al contrario, come altre cose… tranne il nome del cagnolino, che non a caso è palindromo. Forse Kikkik ha un ruolo non secondario in questa vicenda che è, chiaramente, una questione di multiverso, di mondi paralleli…

398 parole

Giugno 2022

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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