Il carcere può privare una persona della libertà, ma non trasformarla in uno scarto. Quando aumentano i suicidi, l'autolesionismo e i gesti estremi, il sistema penitenziario sta mostrando una febbre che non può essere liquidata come una successione di tragedie individuali.

La legge è uguale per tutti, ma non tutti arrivano davanti a un giudice con gli stessi strumenti, perché il denaro non compra l innocenza, ma può comprare tempo, competenze, consulenze e possibilità di difesa che per chi è povero diventano molto più difficili da ottenere.
di Romero

Lavoro, scuola, formazione, libri, teatro e università non sono premi concessi ai detenuti, ma strumenti attraverso i quali il tempo della pena può diventare preparazione alla libertà, come dimostrano esperienze già realizzate nelle carceri italiane.

A Mammagialla due detenuti si sono tolti la vita nel 2026 e un altro tentativo è stato sventato poche ore dopo l ultimo suicidio, segnali diversi e storie individuali che non consentono facili automatismi, ma che obbligano a interrogarsi sullo stato di salute di un carcere nel quale la disperazione sembra tornare con una frequenza che non può essere considerata normale.

Cosa penseresti delle ragazze di Viterbo di oggi? "Che hanno conquistato libertà che per una donna medievale sarebbero state quasi inconcepibili, possono studiare, lavorare, scegliere chi amare e anche decidere di non amare nessuno, eppure proprio per questo devono difendere quelle libertà ogni giorno, perché i diritti conquistati diventano rapidamente normali e ciò che consideriamo normale rischiamo di accorgerci quanto vale soltanto quando qualcuno prova a togliercelo".

La tradizione ha finito perfino per dare a Galiana un luogo fisico, legandone il ricordo alla chiesa di Sant Angelo in Spatha, in piazza del Plebiscito, quasi che Viterbo avesse avuto bisogno di fissare nella pietra una storia destinata altrimenti a vivere soltanto nella voce di chi la raccontava.
di redazione

Una nuova rubrica per raccontare Viterbo e la Tuscia attraverso gli spazi, i quartieri e le persone che li vivono.

Racconto liberamente tratto da Storie dimenticate. Antifascismo, guerra e lotta partigiana nella provincia di Viterbo, di Giorgio e Lucrezia Fanti, Edizioni Progetto Memoria.
di redazione

Non sottovalutate la forza e l’intimità della Natura. È possibile che i fiori non dialoghino così, ma senza dubbio si scambiano aiuto, energia, informazione e… qualche volta entrano anche in competizione fra loro.


















