A occhio e croce su quel tratto di ciclabile qualche problema sembra esserci davvero.

Appena qualche mese fa, e per la precisione il 24 gennaio 2026, le cronache politiche locali davano per fatto un altro scenario: Ugo Poggi era infatti a un passo dall'ufficializzare la sua adesione a Noi Moderati, la formazione guidata a livello nazionale da Maurizio Lupi.

Il segnale lanciato questa mattina è chiaro e perentorio: sulle regole del commercio e sulla sicurezza nel centro storico non si fanno sconti a nessuno.
di redazione

Se vi capita di passare da Celleno, fermatevi un momento davanti al castello. Guardate il tufo vecchio e immaginate, dietro quelle finestre alte, un uomo che con un martello, dei chiodi e una tela bianca parlava con l'infinito.
di Roberto Pomi

Leggere Cardarelli oggi è un atto di igiene mentale. È un invito a rallentare, a ritrovare il peso specifico delle parole, a riscoprire che il dolore e la malinconia non sono malattie da curare con gli psicofarmaci, ma la stoffa stessa di cui è fatta la nostra esistenza.
di Romero

Ricorrere alla catena alimentare naturale, posizionando le tane artificiali nei punti strategici della costa laziale, potrebbe restituire il necessario equilibrio biologico a un mare da troppo tempo sotto scacco.

Tra intelligenza artificiale, lavoro e fragilità umana, Leone XIV difende un’idea di progresso che non cancelli il limite ma lo trasformi in dignità, relazione, giustizia sociale e cura reciproca

Tornano in mente le parole del sindacalista Luciano Lama e il suo celebre discorso sugli "uomini-pesca" e gli "uomini-noce". I primi, morbidi fuori ma dal cuore duro; i secondi, rigidi nella scorza ma fragili all'interno. I forzisti "pesca" hanno oggi molte più possibilità di fare carriera politica dei forzisti "noce".
di Roberto Pomi

A dare il senso profondo dell'operazione sono le parole di Stefania Fioravanti, presidente del comitato provinciale Unicef: “I bambini viterbesi giocano, si esibiscono, si divertono e così facendo danno una mano a raccogliere fondi per i coetanei a cui il gioco è stato sottratto dalle guerre. È la Tuscia che insegna ai propri bambini che il mondo è grande e che prendersi cura di chi soffre lontano è già, in sé, un modo di giocare insieme”.
di redazione


















