Tutti con 'Children for Children' al PalaMalè: dal parquet di via Monti Cimini un aiuto ai piccoli nei teatri di conflitto: giovedì al Palazzetto la festa del diritto al gioco
Unicef 2025
Masicar800x120-optimize
A dare il senso profondo dell'operazione sono le parole di Stefania Fioravanti, presidente del comitato provinciale Unicef: “I bambini viterbesi giocano, si esibiscono, si divertono e così facendo danno una mano a raccogliere fondi per i coetanei a cui il gioco è stato sottratto dalle guerre. È la Tuscia che insegna ai propri bambini che il mondo è grande e che prendersi cura di chi soffre lontano è già, in sé, un modo di giocare insieme”.

VITERBO – C’è un momento preciso in cui la solidarietà smette di essere un concetto astratto, da sbandierare nei convegni, e diventa carne, voce, presenza. Quel momento si consumerà giovedì 28 maggio, a partire dalle 16:30, quando il Palazzetto dello Sport di via Monti Cimini aprirà le sue porte a “Children for Children”. Non è semplicemente l’evento annuale promosso dal Comitato provinciale Unicef che tradizionalmente accompagna la fine dell’anno scolastico; è la fotografia nitida di una comunità che decide di mobilitarsi per l’infanzia, proprio nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale del diritto al gioco.

I numeri e le sigle che hanno risposto all’appello raccontano molto di come il tessuto sociale viterbese sappia fare squadra quando l’obiettivo è alto. Sul parquet del palazzetto si alterneranno realtà educative di ogni ordine e grado: dagli asili nido come il Pollicino e il polo Primi Passi, passando per gli istituti comprensivi della città — la Vanni con la primaria Volta, l’Ellera, la Canevari — fino a toccare le scuole superiori del territorio, con il Liceo Buratti in testa e gli istituti Meucci di Ronciglione e di Bassano Romano.

Accanto al mondo della scuola, si muoverà quello dello sport dilettantistico, con il Centro Federale di Viterbo, Le Aquile Libere, i Sorrisi che nuotano, la Gym Art Ritmica di Vitorchiano, l’Inside Danza Studio di Ronciglione e il Master Center Jujitsu. A tenere le fila di questa enorme macchina saranno Paola Congiu e Paolo Moricoli, spalleggiati dai clown di corsia dei Goji VIP Viterbo.

Ma dietro lo spettacolo e la festa delle esibizioni c’è un risvolto civile che non può essere archiviato come una semplice kermesse di fine anno. Il gioco, sancito dalla Convenzione ONU del 1989 come un diritto fondamentale dell’infanzia, resta un miraggio per mezzo miliardo di bambini intrappolati nelle zone di guerra. E la risposta di Viterbo sta tutta in questo cortocircuito positivo: usare il privilegio del gioco per curare chi quel diritto se lo è visto negare. I fondi raccolti durante il pomeriggio, infatti, prenderanno interamente la via dei progetti Unicef attivi nei teatri di conflitto.

A dare il senso profondo dell’operazione sono le parole di Stefania Fioravanti, presidente del comitato provinciale Unicef: “I bambini viterbesi giocano, si esibiscono, si divertono e così facendo danno una mano a raccogliere fondi per i coetanei a cui il gioco è stato sottratto dalle guerre. È la Tuscia che insegna ai propri bambini che il mondo è grande e che prendersi cura di chi soffre lontano è già, in sé, un modo di giocare insieme”.

La macchina organizzativa, peraltro, poggia su una rete istituzionale e associativa larghissima, che vede la sponda del Comune di Viterbo, il braccio operativo dei Vigili del Fuoco e della Croce Rossa Italiana, il supporto tecnico di Esseci Soluzioni per la Sicurezza, la Consulta Comunale del Volontariato e, immancabile quando si parla di identità e solidarietà cittadina, il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa. L’appuntamento è fissato. Per Viterbo è l’occasione di dimostrare, ancora una volta, da che parte sceglie di stare.

800x120 (1)
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
POST FB 02
lafune_300 x 600
aiac_banner_01
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
domenicale post
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
monastero interno
asvis 2