Marciapiedi da incubo a Viterbo – Il sito archeologico che non sapevamo di avere dietro casa

Marciapiedi da incubo a Viterbo – Il sito archeologico che non sapevamo di avere dietro casa

Passare a piedi in quel tratto di strada è come camminare sulla corda di un funambolo: che si riferiscano a quello i simboli con i teschi con scritto “pericolo di morte” che sostano sul parapetto? Diciamo che li hanno piazzati nel posto più adatto di tutta la piazza.

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Via Col di Lana, adiacenze Piazza Crispi. Lo struscio più cool e trendy comincia proprio da qui, nella piazza più vicina al centro storico “quella dove un parcheggio sicuro lo trovi”. Durante l’esistenza di ogni viterbese, questa zona è da sempre una zona limite, che divide il centro dalla periferia: Ma anche la piazza dove ci si può sedere a chiacchierare sotto lo sguardo di chi l’attraversa e imbocca il famigerato sottopassaggio pedonale che funge un po’ da fiume Stige, dove i Caronte dei giorni nostri traghettano fino a Porta della Verità.

Il problema è arrivarci al sottopassaggio. Se per puro caso si riesce a trovare un piccolo e arrangiato parcheggio in questa trafficatissima zona, la camminata sui marciapiedi si presenta subito degna di nota. C’è sempre il problema del camminare a coppia. Se siete due inseparabili fidanzati che proprio non riescono a staccarsi nemmeno per evitare un palo o un albero, che campeggia fiero in mezzo al marciapiede, dovete scegliere la carreggiata per la vostra romantica passeggiata pomeridiana. Se invece siete una famiglia con un bambino per mano e con uno dentro un passeggino dovete scegliere chi far camminare sul marciapiede e chi no. Ancora, se sei un ragazzo diversamente abile che vuole andare a prendere un gelato in centro dovrai scegliere, anche tu, la carreggiata; rischiando che ti portino via una ruota della tua sedia a rotelle. La zona è bella, verde, tranquilla, ma sembra esserci il divieto di camminare in due sui marciapiedi, neanche fossero percorsi da filo spinato.

Se poi si riesce a trovare un equilibrio a cavallo tra la strada e il marciapiede (e siete degli equilibristi degni di nota), ecco che arrivano loro, le nostre amiche buche che ci stanno accompagnando in tutto il nostro percorso.

Sono così tante ed estese che sembrano essersi affezionate alle nostre strade, come qualcuno che proprio non vuole lasciare il luogo dove è nato e cresciuto. Perché di crescita si tratta: da piccole crepe nel manto stradale sono arrivate a essere crateri, nutrite dalle radici degli alberi dei giardini adiacenti arrivando fin sulla strada. Non vi venga in mente di mettervi i tacchi per la passeggiata del sabato pomeriggio, non portereste a casa le caviglie.

Non possiamo dimenticare in questo excursus sulla condizione dei marciapiedi viterbesi, proprio il centro di Piazza Crispi. Lungo il parapetto che divide la strada dalla ferrovia sottostante, assistiamo ad un vero smottamento stradale tanto da pensare che qualcuno è andato lì a scavare un improvvisato sito archeologico. Speriamo abbia trovato qualcosa di valore almeno, qualcosa da mettere in mostra nel Museo Civico proprio lì di fronte.

Passare a piedi in quel tratto di strada è come camminare sulla corda di un funambolo: che si riferiscano a quello i simboli con i teschi con scritto “pericolo di morte” che sostano sul parapetto? Diciamo che li hanno piazzati nel posto più adatto di tutta la piazza.

Ad adornare questo spettacolo edificante ci sono delle piccole piantine di cicoria e anche dei crisantemi gialli durante il periodo primaverile. Un tocco di colore ci voleva in tutto quel grigio dopotutto. Ci abbiamo provato, altro giro altra corsa però soliti marciapiedi. Saremo più fortunati in futuro?




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