"Zozzoni", game over! Adesso spiano nei vostri rifiuti e vi denunciano
roberto
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Abbandonare i rifiuti di casa o del lavoro in giro per strade e campagne non sempre rimane un gesto incivile impunito. Potrebbe infatti esserci qualcuno che fruga in quei sacchi e scopre di chi sono. Subito dopo vi denuncia ...

La parola “game over” sta per arrivare sulla storia degli “zozzoni” viterbesi. Parliamo di rifiuti e con il termine virgolettato intendiamo tutti quelli che stanno abbandonando in giro per le campagne e le strade cittadine i propri rifiuti non differenziati.

 

Domattina partirà la prima denuncia. Riguarda uno “zozzone” di strada Cimina. In effetti dopo aver passato la giornata di ieri a ripulire questa parte di Viterbo i volontari di Viterbo Civica sono rimasti un tantino male nel rivederla di nuovo sporca dopo poche ore. Così, armati di santa pazienza e guanti, hanno pensato bene di caricarsi in macchina i ricomparsi sacchi della spazzatura. Arrivati a casa l’hanno aperta e sezionata. Un metodo utilizzato anche dagli investigatori per scoprire cose interessanti su persone che stanno seguendo.

 

Nel sacchetto di rifiuti di un uomo, o di una donna, trovi sempre tante cose interessanti. Ed è così che sono saltati fuori pezzi di carta con nome e cognome. Come? E’ semplice. Basta buttare nell’immondizia una rivista inutile, ancora incelofanata e che riporta quindi l’etichetta del destinatorio, e si è fottuti.

 

Gli altri “abbandonatori” di rifiuti sono avvisati. Dentro la spazzatura che gettate c’è spesso qualcosa che può ricondurre dritti dritti a voi. E dopo le denunce arrivano le multe. “”Zozzone” avvisato, mezzo salvato”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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