Zanzare, pioggia di email in redazione: "E' diventato invivibile stare fuori, nel Sessanta il Comune disinfestava"
zanzare
Masicar800x120-optimize
C'è chi chiede di spendere soldi del bilancio per proteggere i cittadini "dai pizzichi" ma più che altro dalle rischiose malattie che le punture di zanzare possono arrecare. Non è mancato chi ha fatto notare come gli 80mila euro "buttati" per regalare un'ora di sosta a chi va a comprare in centro potevano essere spesi per le disinfestazioni, sicuramente più utili e più sensate. 

VITERBO – I casi di virus del Nilo registrati nel basso Lazio, che in alcuni casi hanno portato al decesso o al ricovero in terapia intensiva, hanno messo al centro dell’attenzione pubblica il tema delle zanzare. Quando alcuni giornalisti viterbesi hanno iniziato a fare delle domande in Comune sul piano di disinfestazione è uscita fuori la notizia: il Comune di Viterbo non è ha uno. Non c’è adesso e non c’è mai stato.

Ne abbiamo scritto anche su La Fune e molti lettori ci hanno inviato commenti e segnalazioni. In tanti si lamentano di una presenza eccessiva di zanzare nei parchi e in genere nell’aria. Qualcuno è riuscito finalmente a trovare una spiegazione a una presenza giudicata eccessiva di questi insetti. Altri ci hanno inviato ulteriori indicazioni e ricordi della Viterbo che fu. Sembrerebbe infatti che negli anni Sessanta il Comune eseguisse la disinfestazione sulle strade e tombini. Ma da quel momento in poi sembra essere vero che nessuno ha mai più programmato interventi in questo senso.

Così come non ci risultano ordinanze di sindaci che abbiano dato disposizioni ai cittadini di contrastare la diffusione di zanzare con precisi interventi nella proprietà privata. Così i viterbesi, per decenni, hanno vissuto “pizzicati e contenti”, ignorando che quell’eccessiva presenza di zanzare fosse dovuta non tanto alla loro incontrollabile diffusione ma più che altro al nulla che viene fatto per limitarla.

Così, venuta fuori la verità, c’è chi chiede di spendere soldi del bilancio per proteggere i cittadini “dai pizzichi” ma più che altro dalle rischiose malattie che le punture di zanzare possono arrecare. Non è mancato chi ha fatto notare come gli 80mila euro “buttati” per regalare un’ora di sosta a chi va a comprare in centro potevano essere spesi per le disinfestazioni, sicuramente più utili e più sensate.

800 Confartigianato
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Masicar300x300-optimize
Onda
POST FB 01
domenicale post
monastero interno
asvis 2
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
Fune 300x300
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni