
VITERBO – Alle 10 di mattina di sabato 2 agosto aprono, dopo anni di stop, le piscine termali del Bagnaccio. Dopo l’apertura nel 2017 il Parco Termale del Bagnaccio è stato chiuso nell’estate 2021. Revoca della concessione mineraria e conseguente chiusura del Bagnaccio hanno fatto seguito a una serie di contestazioni mosse dalla pubblica amministrazione nel giugno 2021, che hanno avuto epilogo nel maggio 2022.
Nel luglio del 2024 Palazzo dei Priori pubblica un avviso esplorativo per manifestazioni di interesse finalizzato all’individuazione di un soggetto a cui assegnare la sub-concessione mineraria per lo sfruttamento delle acque termali dell’area. Il 19 febbraio 2025 scadono i termini per farsi avanti e il 3 marzo si riunisce la commissione incaricata di esaminare i progetti presentati. In realtà solo uno.
Il Comune ha voluto acquisire manifestazioni d’interesse per portare avanti una procedura negoziata. In buona sostanza ha voluto sapere quali soggetti economici avrebbero potuto essere interessati a gestire il bene termale e soprattutto a mettere a frutto le sue acque. Questo con l’intento di procedere, in caso di più realtà interessate, a procedure di selezione per l’individuazione del soggetto assegnatario della sub-concessione, con durata fino al 31 dicembre del 2027.
L’avviso fissava anche un canone annuo da corrispondere alle casse comunali pari a 15.678 euro. A questo va aggiunto un canone annuale, a parziale copertura del costo sostenuto dal Comune per la direzione e sorveglianza della miniera, pari a euro 3.960. Infine un ulteriore canone annuale di 4.932 euro sempre a Palazzo dei Priori come canone annuale sostenuto dal Comune a favore di Regione Lazio.
Il 30 aprile 2025 l’aggiudicazione alla società Rise Srl, unica partecipante come detto. Uno dei luoghi simbolo del termalismo viterbese torna a vivere e a contribuire all’idea e alla sostanza di Viterbo città termale.

















