Vota La Fune! Chiediamo un euro a ogni viterbese
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Saremo sempre e solo da una parte: quella della città di Viterbo e delle meravigliose città della sua provincia. Saremo sempre uno spazio libero, aperto, disposto al dialogo e al confronto. Uno strumento di informazione, di curiosità, di promozione della democrazia, della libertà e dei diritti civili. Tutto declinato a livello local e forse per questo ancora più significativi e importanti. Vogliamo il tuo euro. Ci basta un euro perché con quell'euro ci dici che ci sei.

EDITORIALE – Nel 2014 un gruppo di speranzosi giornalisti diede vita a La Fune. Da più di dieci anni ogni giorno è caratterizzato da poche certezze. Alla mattina quando ti svegli nella savana se sei gazzella sai che devi correre, se sei leone sai che devi correre. Se sei viterbese sai che dall’altra parte del web c’è un giornale che ti racconta il territorio in una maniera differente.

In dieci anni siamo diventati ‘Il Giornale dei Viterbesi’, nome che da qualche tempo abbiamo iniziato ad affiancare allo strano nome ‘La Fune’, che per chi non lo sapesse è figlio del gruppo Funamboli, che ha partecipato alla storia dell’informazione locale dall’interno di Radio Verde. Ma soprattutto siamo il giornale di chi cerca punti di vista più attenti. Non sempre riusciamo a comprendere esattamente la realtà, ci mancherebbe, ma ogni cosa che scriviamo è quanto più possibile alla verità che siamo riusciti a verificare.

Contro di noi le avranno dette tantissime, facile saperlo perché (sveliamo un segreto) quando in un territorio così piccolo come il Viterbese quando dici una cosa di qualcuno a un altro hai il 99% di possibilità che glielo vada a riferire. Abbiamo sempre perdonato tutti. Non per bontà ma per consapevolezza che non esista cosa più stupida della guerra. Ditelo a Netanyahu e Putin.

Sicuramente ne dicono di belle e anche di questi sentimenti positivi intorno al giornale siamo consapevoli. Abbiamo deciso di lanciare una raccolta fondi, per noi importante, su GoFundMe, una piattaforma garantita e affidabile al cento per cento.

Sarà una campagna per step. Il primo punta a raccogliere 700 euro. Cifra che ci hanno consigliato “quelli bravi della piattaforma”, ma poi andremo oltre. Quello che chiediamo a ogni viterbese è di donare un euro. Ci basta un euro da tutti per garantire una giornale un crescita: più forte, più intenso, più libero.

Un giornale costa, non è uno scherzo. Ci sono gli strumenti per farlo, il lavoro e anche qualcosa per difendere la libertà da imbavagliatori e persone che cercano di scoraggiarti ricorrendo alla pistola delle querele temerarie. Purtroppo anche questo fa parte del gioco. Certo abbiamo il sostegno di diversi sponsor, tutti importantissimi e che benediciamo. Anzi, un appello che rivolgiamo ai lettori de La Fune è proprio quello di prestare attenzione ai marchi e brand che ci sostengono con la pubblicità e andare sempre di più a comprare da loro. Sostenere loro, sostenere questi imprenditori generosi e coraggiosi significa sostenere il vostro giornale.

Donare è semplicissimo. Basta andare sul link che troverete per un bel po’ dentro ogni articolo de La Fune. Donate se condividete le nostre azioni di comunicazione, informazione, sponsorizzazione. Donate un euro anche se la pensate in modo profondamente diverso perché la nostra esistenza è una garanzia importante di pluralismo.

Saremo sempre e solo da una parte: quella della città di Viterbo e delle meravigliose città della sua provincia. Saremo sempre uno spazio libero, aperto, disposto al dialogo e al confronto. Uno strumento di informazione, di curiosità, di promozione della democrazia, della libertà e dei diritti civili. Tutto declinato a livello local e forse per questo ancora più significativi e importanti. Vogliamo il tuo euro. Ci basta un euro perché con quell’euro ci dici che ci sei.

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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