
EDITORIALE – Nel 1593 Enrico IV di Navarra (ugonotto) si convertì al cattolicesimo per poter salire al trono. Sua la celebre frase, intrisa di quella che poi sarebbe stata chiamata realpolitik, “Parigi val bene una messa”. Quattro secoli dopo abbondanti siamo qui ad ascoltare, da tutte le parti, una eco di quell’espressione, così ridefinita: “Viterbo val bene una presidenza della Provincia a cui rinunciare”.
Con le elezioni del capoluogo alle porte (primavera 2027) e schiere di cecchini che iniziano ad appostarsi per darsi battaglia lo snodo dell’elezione del presidente della Provincia, che potete trovare sul calendario di casa Romoli segnato in rosso sul 21 dicembre prossimo, sembra avere portato tutti i pretendenti della “Parigi nostrana” (leggasi Viterbo) a immedesimarsi in Enrico IV di Navarra.
Di sicuro, un po’ a sorpresa ma non troppo, lo hanno fatto quelli di Fratelli d’Italia che, per l’occasione, hanno abbracciato Romoli e dichiarato pubblicamente il loro pronto sostegno, spianandogli la strada alla corsa in solitaria per la presidenza di Palazzo Gentili. Ma se ci prendiamo un po’ di tempo per ragionare ci rendiamo conto di quanto il motto “Viterbo val bene una presidenza della Provincia a cui rinunciare” sia stato centrale per Chiara Frontini ed Enrico Panunzi.
L’annuncio di Fratelli d’Italia avrebbe dovuto turbare almeno quest’ultimo. E un turbamento dem avrebbe potuto aprire la strada a un’alleanza vittoriosa Frontini-Panunzi. Con la sindaca di Viterbo candidata alla presidenza della Provincia con appoggio panunziano per Alessandro non ci sarebbe stato scampo. Da “magno” a “magnato” sarebbe stata questione di un attimo. Con il sistema del voto ponderato della Delrio il combinato disposto dei voti pesanti del capoluogo, controllati direttamente dalla sindaca civica, con quelli dei comuni rispondenti a Panunzi (molti e tra i quali i pesanti Tarquinia e Montefiascone) sarebbe risultato vincente. Ma questo avrebbe guastato i rapporti di entrambi con Romoli, a sua volta schiacciato (probabilmente per finire presto divorato anche lì) nel centrodestra. E qui torna il tema di Viterbo. Frontini poteva diventare oggi presidente della Provincia per poi vedere domani scendere le proprie quotazioni come sindaca bis. Quindi “Viterbo val bene una presidenza della Provincia a cui rinunciare”.
Vista dalla posizione di Panunzi la situazione è un po’ diversa. Di fatto la mossa di Fratelli d’Italia è quella che lo pone più in imbarazzo. Effettivamente oggi si trova nel “calderone” Romoli con tutto il centrodestra. Cavolo! Forse un’alleanza con Frontini e una nuova vittoria esclusiva a Palazzo Gentili poteva essere uno scenario più comodo. Magari anche per mandare in crisi la buona stella della lady del civismo viterbese e poter sperare in un posizionamento da ballottaggio alle comunali. Oppure riconfermando l’alleanza e cercare di sfidare così un centrodestra ricompattato per la prima volta dopo il naufragio Arena.
Alla fine però per tutti Viterbo è come la Parigi di Enrico IV. Alla fine tutti potranno dire di vincere con Romoli. Cosa ne verrà fuori dopo è tutto da vivere. E non sarà una vita facile, per nessuno.


















