Viterbo Terme adieu
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La notizia del giorno è legata alla decisione del Tar del Lazio di riconoscere a Terme dei Papi il diritto a utilizzare tutta l'acqua di cui ha bisogno per far funzionare la sua struttura. Decisione che taglia di fatto le gambe all'idea di costruire a Viterbo una città termale. Ci sarebbe infatti bisogno [...]
Le terme

La notizia del giorno è legata alla decisione del Tar del Lazio di riconoscere a Terme dei Papi il diritto a utilizzare tutta l’acqua di cui ha bisogno per far funzionare la sua struttura. Decisione che taglia di fatto le gambe all’idea di costruire a Viterbo una città termale. Ci sarebbe infatti bisogno, per costruire una simile realtà, di diversi imprenditori o cordate pronti a impegnarsi nel settore. Con la decisione presa a Roma è difficile, pardon impossibile, pensare che ci possa essere qualcuno pronto a investire il proprio capitale sulle ex Terme Inps. Gli unici potrebbero essere i proprietari di Terme dei Papi, pronti a giocarsi una nuova partita nel settore dopo la sentenza del Tar, forti di fiumi d’acqua a propria disposizione.

Ora Regione e Comune possono presentare ricorso al Consiglio di Stato ma non è realistico pensare a un pronunciamento prima di un paio d’anni. Diventa logico immaginare che la gara per l’aggiudicazione delle ex Terme Inps senza acqua andrà deserta o meglio che l’unico interessamento possa venire dalla famiglia Sensi, che da anni con Terme dei Papi opera quasi da monopolista nel settore a Viterbo. Occasione d’oro per consolidare la propria posizione e mettere radici più profonde in attesa che la vicenda giudiziaria sull’utilizzo delle acque del bacino arrivi all’ultimo grado di giudizio.

Vi annunciamo che domani pubblicheremo un’interessante intervista al presidente dell’associazione ‘Il Bullicame’ Giovanni Faperdue e che in seguito alla situazione che questo pronunciamento del Tar determina il sito www.ilbullicame.it domani uscirà listato a lutto.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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