Viterbo sotterranea, Chiara Frontini saprà aprirla ai turisti?
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VITERBO - C'è una Viterbo sotterranea che potrebbe accogliere turisti ma che è ferma dall'era Marini. Un attrattore che potrebbe aiutare ad aumentare la permanenza, e quindi la spesa turistica, nel capoluogo e permettere a Palazzo dei Priori di fare cassa lasciato alla malore. 

VITERBO – C’è una Viterbo sotterranea che potrebbe accogliere turisti ma che è ferma dall’era Marini. Un attrattore che potrebbe aiutare ad aumentare la permanenza, e quindi la spesa turistica, nel capoluogo e permettere a Palazzo dei Priori di fare cassa lasciato alla malore. 

E pensare che nella visione dell’amministrazione Marini quello era stato un pezzo forte del Progetto Plus, con cui l’allora sindaco aveva puntato a riqualificare l’area del quadrante di Valle Faul. Poi qualcosa è andata storta, molto storta, e la Viterbo sotterranea di proprietà comunale non è mai partita. L’ingresso ai piedi di Palazzo di Vico, quello che guarda l’ospedale Vecchio degli Infermi e il ponte del duomo. Lì intorno al mille c’era una chiesa e poi quegli ambienti vennero riadattati durante la Seconda Guerra Mondiale a rifugio antiaereo per la popolazione bombardata. 

L’area è stata scavata e lì realizzato il portone che avrebbe dovuto aprire le porte a un viaggio nei cunicoli che corrono sotto la città. Nell’estate 2021 il tema della Viterbo sotterranea era stato nuovamente affrontato da Giulio Marini, sollecitato da La Fune. 

“L’amministrazione comunale – aveva spiegato Marini – ha due strade: gestire il bene in proprio oppure affidarlo con un bando di gara che permetta di individuare un gestore. La cosa che non ci si può permettere, e mi sono stancato di ripeterlo, è rimanere fermi e lasciare tutto chiuso. Ci rimette la città sotto molti punti di vista”. All’epoca si riferiva all’amministrazione Arena, che non fece nulla. Chissà se con Chiara Frontini sarà ora?

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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