

BIBLIOTECA – C’è profumo di bellezza, di quella che fa bene all’anima e alle pietre della nostra terra, nei corridoi della Biblioteca Consorziale di Viterbo. Un profumo che sa di futuro, di spazi pensati per l’uomo e di idee che prendono forma.
Venerdì 24 luglio, alle ore 21, calerà il sipario su questa straordinaria stagione culturale de “La Biblioteca incontra”. E lo farà in grande stile, con un ospite d’eccezione che non ha bisogno di presentazioni: l’architetto Mario Cucinella, uno dei massimi interpreti contemporanei dell’architettura che guarda al pianeta con rispetto e visione.
L’architettura che abbraccia le persone
“Empatia Creativa”: è questo il titolo suggestivo scelto per la serata. Non una semplice conferenza, ma un viaggio nel cuore di un modo di progettare che rimette al centro le persone, le relazioni e il paesaggio. Lo studio MCA ci guiderà dentro visioni dove la sostenibilità non è una parola vuota o una targhetta da esibire, ma il motore per generare valore culturale e sociale. Cucinella ci racconterà come le città e le comunità possano rinascere attraverso luoghi capaci di respirare insieme a chi li abita.
Il cuore pulsante del Chiostro e il nuovo Manifesto
Quest’anno, dopo il suggestivo appuntamento della scorsa stagione con Antonio Moresco nel chiostro degli Agostiniani, la Biblioteca ha scelto di stringersi attorno al proprio cuore, valorizzando quel genius loci che trasforma gli spazi di viale Trento in un autentico laboratorio civico.
E quale palcoscenico migliore per presentare “Una Biblioteca per il XXI secolo. Dai classici alle sfide del presente: ambiente, digitale, democrazia”? È il nuovo manifesto della Consorziale, un documento che affonda le radici nel lavoro di questi anni per guardare dritti negli occhi le grandi sfide del nostro tempo: l’intelligenza artificiale, la transizione digitale e la crisi climatica. La biblioteca non più sola custode di polverosi scaffali, ma piazza del sapere, presidio di democrazia e fucina di una cittadinanza consapevole.
Lo sguardo lungo di Paolo Pelliccia
A riassumere il senso profondo di questa chiusura è il commissario straordinario Paolo Pelliccia, che con la sua guida ha impresso un passo deciso e illuminato all’istituzione culturale viterbese:
«Una stagione che si conclude non rappresenta un punto d’arrivo, ma un invito a immaginare quella successiva. Per questo abbiamo scelto di chiudere guardando avanti, affidando a Mario Cucinella una riflessione sull’empatia creativa e presentando un manifesto che indica le sfide che attendono le biblioteche pubbliche nei prossimi anni.»
Viterbo dimostra, ancora una volta, di non essere spettatrice del proprio domani, ma costruttrice di idee. E venerdì sera, sotto le stelle di luglio, la cultura si farà di nuovo casa, comunità e futuro.

















