Viterbo scompare dai radar della crisi insieme alla vocazione al bene comune
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Gli Stati Generali La Fune
È la vocazione all’interesse collettivo che si è dissolta durante questa crisi per la quale nessuno ha avuto il coraggio di mettersi davvero intorno a un tavolo per decidere cosa fare, nell’interesse pubblico.

La parola Viterbo è uscita dai radar della crisi e insieme ad essa scompare la vocazione al bene comune. È così, e non solo perché mezza maggioranza, nel momento cruciale in cui si doveva ridefinire l’alleanza e far pace per riprendere a lavorare, è volata a Bruxelles per accompagnare il sindaco Leonardo Michelini e il suo vice Luisa Ciambella impegnati in un viaggio istituzionale. Lo è anche perché la parola Viterbo è scomparsa pure dalle motivazioni di resa dei sette serra panunziani costretti a sostenere Michelini per volontà del Partito nazionale e regionale.

Viterbo scompare sotto la crisi politico amministrativa del centrosinistra. Non si tratta di una argomentazione viterbocentrista, ma semplicemente di un dato di fatto perché Viterbo non è al centro delle proprie decisioni, non essendo nemmeno il posto dal quale partono.

Viterbo così rimane sullo sfondo di un viaggio fuori luogo (dei fioroniani), di una pace forzata dai rapporti di partito (dei serrapanunziani), di una gestione dei rapporti superficiale (del sindaco) che potrebbero portare entro poche settimane a rompere il precarissimo equilibrio che sta maturando regalando la Città ad un lungo, lunghissimo, commissariamento prefettizio.

Ma non è Viterbo ad essere scomparsa. È la vocazione all’interesse collettivo che si è dissolta durante questa crisi per la quale nessuno ha avuto il coraggio di mettersi davvero intorno a un tavolo per decidere cosa fare, nell’interesse pubblico.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

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